Una nuova tecnologia “con la testa tra le nuvole” potrebbe rivoluzionare il panorama energetico a livello internazionale. Si tratta di Air HES, creato dall’inventore russo Andrew Kazantsev, proveniente dalla Saint Petersburg State Polytechnical University.

Air Hes è in sostanza un piccolo dirigibile (lungo pochi metri) dotato di microturbina e di un sistema di condensazione del vapore acqueo, raccolto da una vela verticale, alla quale è collegato da un cavo.

In fase di ricerca da qualche anno, ora è arrivato allo stadio di prototipo e il suo creatore ha appena lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo, partita il 28 luglio e che terminerà il 26 settembre, con l’obiettivo di raccogliere 14.000 dollari, per trasformare il progetto in un congegno calato sulla realtà, da poter inserire nel mercato.

Il principio di funzionamento è lo stesso che sta alla base della produzione di energia idroelettrica, cioè la differenza di quota dell’acqua che genera energia cinetica, trasformata poi, in energia elettrica. Mentre però le centrali idroelettriche presentano molti svantaggi dal punto di vista dei costi, dell’impatto ambientale, della scarsità della risorsa e in alcuni casi anche di pericolosità per il rischio di rottura delle dighe, Air HES presenta costi contenuti.

Questo soprattutto per quanto riguarda i benefici apportati: è un sistema modulare, pratico che può essere montato facilmente e spostato semplicemente sollevandolo, con flusso idroelettrico ridotto e ridotte dimensioni, per cui l’impatto sull’ambiente risulta minimo, ma soprattutto riesce ad attingere a una risorsa praticamente inesauribile.

Un quarto infatti, di tutta l’energia che arriva dal Sole, che è 10.000 volte superiore alle necessità dell’umanità, viene utilizzato nel processo di evaporazione dell’acqua e si trova quindi immagazzinato nell’atmosfera sotto forma di nubi. Sfruttando l’acqua che condensa a livello della troposfera e il carico idraulico verticale che a queste quote risulta massimo, si arriva a una capacità potenziale di 810 TW, più di 60 volte le attuali esigenze dell’umanità che si aggirano intorno ai 13-16 TW.

Il sistema, come per tutte le fonti di energia rinnovabile, è strettamente legato all’andamento meteo. Utilizzando però dei pannelli solari quando le nubi non ci sono e delle speciali turbine per sfruttare la velocità del vento, è possibile renderlo quasi completamente autonomo. La possibilità poi di modificare l’orientamento delle superfici e l’altezza del pallone in ogni momento, lo rendono particolarmente efficace nell’adattarsi alle condizioni climatiche sfruttandole al meglio.

Oltre alla produzione di energia elettrica si riesce a ricavare anche acqua potabile e questo rappresenta una speranza per quelle popolazioni che a tutt’oggi hanno seri problemi nel reperire e utilizzare questa importante e sempre più scarsa risorsa.

Il fautore di questo progetto, ammette di non essere stato il primo ad aver avuto l’intuizione di sfruttare l’energia contenuta nell’umidità intrappolata sopra le nostre teste: Nikola Tesla nel 1915 era stato molto vicino al trasformare un’idea in un’opera rivoluzionaria, ma per qualche motivo ciò non è avvenuto. Ecco che ci si presenta un’altra possibilità che porta con sé delle enormi potenzialità, riusciremo a prendere questo treno?

8 settembre 2014
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I vostri commenti
Rossana Andreato, lunedì 15 settembre 2014 alle14:10 ha scritto: rispondi »

Caro Egisto, l'energia viene immagazzianta grazie al salto di quota tra la vela verticale, dove l'umidità delle nuvole viene captata, e il suolo. Attraverso delle condotte, l'acqua viene convogliata ad un generatore turbo che trasforma energia cinetica in energia elettrica. Puoi trovare dei disegni esplicativi sul sito Indiegogo dov'è stata pubblicata la campagna di crowdsourcing: . Spero di essere stata esauriente. Rossana

egisto, giovedì 11 settembre 2014 alle12:19 ha scritto: rispondi »

questa è un'idea a dir poco fantastica, oltretutto potrebbe localizzare la produzione di energia, ma come la si trasmette a terra?

Pino Scoglio, martedì 9 settembre 2014 alle15:58 ha scritto: rispondi »

finalmente! l'avevo pensato io! ma una lira non ce l'ho! nella mia testa, senza vento, le nuvole possono essre istradate nell'ambito del territorio nazionale: basta avere l'accortezza di alzare queste cariche eletrrostatiche, nei punti giusti! come le gocce d'olio nella trascinate a forza dalla chiazza centrale!

donato, lunedì 8 settembre 2014 alle14:25 ha scritto: rispondi »

Non pensiate che sia una novità . Conosco un gruppo Canadese che li produce da circa 7 anni. In Italia non ce li fanno installare perché lo proibiscono quelli della aereonautica e, polizia carabinieri, esercito ecologisti tanto per esserci anche loro. Ci ho provato 7 anni fa.

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