E-Cat: l’impianto da 1 MW sarà presto aperto al pubblico negli USA

Andrea Rossi torna a pretendere quell’attenzione mediatica che fino ad ora a caratterizzato la vicenda E-Cat, il reattore a fusione fredda che lui ed il prof. Sergio Focardi avrebbero messo a punto. È ben noto come la Leonardo Corporation (azienda di proprietà di Rossi) starebbe lavorando alla messa in commercio del prodotto, attività che affianca alla produzione e vendita di grandi reattori da 1 MW termici.

In una nuova intervista l’ingegnere italiano, come spesso accade, oltre a fare sfoggio del suo caratteristico temperamento aggressivo e – almeno apparentemente – presuntuoso, ha lasciato filtrare qualche novità assoluta sulla sua creatura, in particolare proprio sulla versione da 1 MW:

Siamo molto vicini a completare un impianto da 1MW negli Stati Uniti che sarà presto aperto al pubblico.

Insomma, se questo fosse vero avremmo presto non solo la possibilità di osservare l’effettivo funzionamento del reattore, ma anche di capire chi siano questi “fantomatici” clienti segreti di Andrea Rossi. Fra l’altro lo stesso ingegnere ha detto chiaramente che una volta che i brevetti saranno accettati, mostrerà al mondo di persona il funzionamento della sua creatura.

Ma, dato che al momento i punti oscuri sulla questione sono davvero tanti (troppi forse), l’intervista a Rossi ha cercato di far emergere il maggior numero di nuovi dettagli possibili. La domanda più importante che è stata posta, forse, è quella solo in apparenza banale su cosa sia effettivamente l’E-Cat. In effetti, dopo mesi e mesi di discussione è stato detto a riguardo un po’ di tutto. In quest’occasione Rossi ha ribadito la prima versione della storia:

L’apparecchio E-Cat è fondamentalmente un impianto di riscaldamento. Usa un catalizzatore segreto che fonde insieme idrogeno e nichel per formare rame. Il rame ha un’energia di stato inferiore al nichel e questo eccesso di energia è rilasciato sotto forma di raggi gamma. I raggi gamma colpiscono una parete di piombo dove sono assorbiti e trasformati in calore. L’interno processo è incredibilmente efficiente e può riscaldare qualunque liquido che passi attraverso l’apparecchiatura.

Questa risposta chiarisce, probabilmente, almeno due punti rimasti oscuri nella questione:

  1. Il problema radiazioni. Effettivamente c’è una dispersione di raggi gamma nell’E-Cat, anche se viene tenuta sotto controllo in modo che non arrivi all’esterno del reattore.
  2. Dopo mesi di speculazioni su altre reazioni che affiancherebbero la fusione fra nichel e idrogeno, Rossi torna a dire che “fondamentalmente” la fusione fredda è il “motore” dell’E-Cat.

In particolare rispetto al punto 2, un’ulteriore domanda ha però rimesso in discussione la questione. Infatti, quando l’intervistatore ha chiesto se fosse vero che le effettive fonti di calore nell’E-Cat sono altre rispetto alla fusione nichel-rame, il cui ruolo sarebbe quasi secondario, Rossi ha risposto:

No, mi spiace. L’argomento è ancora confidenziale al momento e non posso aggiungere null’altro a quanto già precedentemente dichiarato.

Qualcuno, malignamente forse, potrebbe anche rilevare una certa contraddizione in termini fra le due risposte. Da un lato, infatti, Rossi ribadisce che a produrre calore sarebbe il rilascio di raggi gamma dovuto ad una reazione di fusione nucleare, dall’altro lascia intendere che non sia soltanto così. D’altra parte di fronte a così tanti segreti sarebbe persino eccessivo pretendere un’assoluta coerenza nelle risposte.

Un’ulteriore rivelazione di Andrea Rossi è degna di attenzione. Alla domanda sul prezzo che avrebbe un mega-watt ora di energia elettrica prodotto da un reattore E-Cat, l’ingegnere si è sbilanciato. E, come sempre quando si sbilancia, i numeri sono a dir poco impressionanti:

Potrò rispondere ufficialmente soltanto quanto l’E-Cat comincerà a generare elettricità […] [ma] le stime realizzare dicono che l’energia combinata (termica ed elettrica) costerà 10 dollari al mega-watt orario.

Ovviamente, data la situazione particolare riguardo alla credibilità di Andrea Rossi, lasciamo a voi ogni commento. Nell’intervista, comunque, non possiamo non notare qualche piccola contraddizione con quanto dichiarato in passato – ad esempio il reattore da 1 MW che era stato presentato come una somma di tanti piccoli E-Cat messi in parallelo è ora diventato una macchinario “tecnologicamente differente” da quello domestico -. Resta il fatto che, come detto, sono talmente tante le cose che Rossi non vuole rivelare che, ammettendo la sua buona fede, queste contraddizioni sono comunque normali. Di certo, però, non aiutano a creare un ambiente di fiducia attorno alla Leonardo Corporation.

Situazione che potrebbe però evolversi decisamente in positivo se dovesse avverarsi la promessa di Rossi di aprire presto al pubblico un impianto da 1 MW. Non ci resta che aspettare.

Fonti: Oilprice

30 marzo 2012
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I vostri commenti
RenatoG, martedì 3 aprile 2012 alle10:59 ha scritto: rispondi »

Premesso che ( io o , spero tanti , simili al mio argomentare ) , ci dilettiamo a tempo perso, a commentare , in questa specie di “soap” , le ricorrenti sparate del sig Rossi (le ultime sue perle sono : provinciali scommesse con pizze margherita e/o minacce e ritorsioni con demagogiche beneficenze finali … Nb. Strane (!?) per uno che dichiara che in generale gli interessano solo i soldi e non i riconoscimenti ; da parte sua , invece non vedo il motivo ne soprattutto : l’utilità , del suo presunto divertimento !... Viceversa , il tempo che sta facendo perdere in chiacchiere , ad università e gente esperta del settore , non di certo, depone in favore della sua serietà ; ed in ogni caso se volesse mettere a tacere definitivamente ogni illazione , potrebbe/dovrebbe , parallelamente ai suoi tempi biblici di presupposta industrializzazione , fare il significativo esperimento precedentemente da me citato , o da molti auspicato – In ultimo , la storia insegna che a parte ogni protezione di brevetto , la conoscenza comune non la puoi fermare , e soprattutto se presuppone vantaggi per l’intera umanità è da criminali nascondersela solo per sé … Come disse il creatore di facebook , alcuni  hanno avuto delle buone idee , ma io ne ho avuta una diversa e migliore !... ( e non è di certo il caso del sciur Rossi, a cui molto probabilmente interessa prendere finanziamenti con la logica : prendi il malloppo e scappa) -

Marco Bacchi, lunedì 2 aprile 2012 alle12:23 ha scritto: rispondi »

Non servono sei mesi, basta molto meno. Certo è che se sta raccontando una balla ha tutto l'interesse a prolungare le cose il più possibile. Se ha in mano le carte giuste è concentrato sulla messa sul mercato del sistema e si sta divertendo a vedere come noi ci azzanniamo a dire è vero o non vero. Se è vero che alla Defkalion lo hanno clonato senza neanche aprirlo ha ragione ad essere prudente Aspettiamo, non abbiamo altre armi oltre alla pazienza.

RenatoG, domenica 1 aprile 2012 alle11:07 ha scritto: rispondi »

Ma cosa importa se dice o non dice ?... Oppure dobbiamo noi ridicolmente forse comprendere quello che lui vorrebbe o non vorrebbe intendere ?.. L’unica cosa che dovrebbe fare è testare pubblicamente la sua scatola che può blindare quanto e come vuole e di cui per adesso a noi poco importa, se dentro ci sia il non-plus-ultra della tecnologia chimico-nucleare o che viceversa ci siano i criceti che girano una ruota !… L’importante è che per sei mesi il suo fantomatico e-cat isolato da tutto e da tutti ma soprattutto da lui , eroghi l’energia che dice …. Quel che manca ancora è un VERO Test scientifico , a parte le farse dimostrative (del nulla) fatte finora !!!

Moreno, domenica 1 aprile 2012 alle10:23 ha scritto: rispondi »

 Chiacchiere sig rossi, lo voglio vedere in funzione e testata da qualcuno che se ne intende.

Marco Bacchi, sabato 31 marzo 2012 alle8:42 ha scritto: rispondi »

Il vapore può produrre elettricità, con una resa tanto più alta quanto è maggiore la temperatura del vapore. Il limite è dato dalla tenuta termica dei materiali. Le attuali centrali termoelettriche raggiungono una resa oltre il 40%. Le nostre abitazioni attualmente mangiano per riscaldamento (inutilmente) oltre un terzo dell'energia consumata nel paese. Un E-cat abbasserebbe questa componente a scapito di un maggior consumo di elettricità. Alzando le temperature, aumentando l'efficenza della reazione e adottando turbine adeguate un e-cat invece di consumare elettricità ne può produrre con una resa del 10-20%. Buono per un sistema di cogenerazione. Pensa ad un grosso condomino autosufficente per il riscaldamento, acqua calda ed in grado di coprire una parte del consumo di elettricità. Per ora i numeri che ci danno sono questi, poi vediamo cosa ne esce nella realtà.

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