La NASA ammette ufficialmente che sta lavorando sulle LENR, le reazioni nucleari a bassa energia meglio note come “fusione fredda“, e che potrebbero essere utilizzate per realizzare un dispositivo in tutto e per tutto simile all’E-Cat di Andrea Rossi.

In un video pubblicato sul sito dedicato alle ricerche tecnologiche della NASA il ricercatore Joseph Zawodny parla di queste reazioni e le descrive come una delle possibilità di fare a meno, in futuro, dei combustibili fossili come il petrolio, il gas naturale e il carbone.

Zawodny, insieme a Michael Nelson e Dennis Bushnell, aveva già parlato di fusione fredda al workshop della NASA sulle LENR che si è tenuto il 22 settembre al Glenn Research Center di Cleveland, Ohio. Se quello era però un convegno per scienziati e specialisti, questa volta stiamo parlando di un video pubblicato sul Web per un pubblico vasto e generalista.

Tanto è vero che i termini utilizzati da Zawodny sono quanto più semplici e comprensibili possibile. La NASA, quindi, vuole fare sapere al mondo che crede nelle LENR e che è molto avanti nella ricerca. Altrimenti non avrebbe fatto un passo così lungo. Andrea Rossi, però, non teme paragoni né concorrenza. Nemmeno quella della NASA. Nel solito commento sul Journal of nuclear physics l’ingegnere afferma, non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa:

La grande scienza, dopo aver tentato di ridicolizzarci, ha ora capito che l’E-Cat funziona e così stanno cercando di copiarci e ottenere brevetti per scavalcarci e scoraggiarci e stanno cercando, in questo sofisticato modo, di fermarci in una sorta di vendetta indiretta. è una mossa intelligente, ma ci stanno sottovalutando.

Non mi fermerò mai: entro un anno noi inizieremo a distribuire un milione di E-Cat al prezzo di 50 dollari al kW, con un concept completamente nuovo, e a quel punto il gioco sarà finito. Questa tecnologia deve essere popolare, deve costare pochissimo, deve essere una vera rivoluzione, non un mucchio di chiacchiere teoretiche.

Rossi, forte dell’accordo sempre più stretto con National Instruments (per il sistema di gestione) e di una trattativa molto avanzata con Home Depot (per la catena di distribuzione commerciale), si sente quindi sempre più forte.

La NASA, ovviamente, non lo cita nemmeno. Ma ammette che sta lavorando a qualcosa di molto simile al suo E-Cat, che potrebbe sostituire il nostro scaldabagno e produrre anche elettricità. Esattamente le stesse cose che dice da anni Andrea Rossi. Perché, a questo punto, dovremmo credere all’agenzia spaziale americana e non all’ingegnere italiano?

, JONP

13 gennaio 2012
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I vostri commenti
fagotto, mercoledì 18 gennaio 2012 alle12:53 ha scritto: rispondi »

Non vedo l'ora. Riscrivimi qui quando avrai comprato uno di questi cosi. Non voglio perdermi l'occasione di darti del pirla per esserti fatto fregare da un truffatore di professione.

E G, venerdì 13 gennaio 2012 alle14:31 ha scritto: rispondi »

Poco alla volta emerge quello che i sostenitori di Rossi e dell'e-cat già sapevano. Solo vorrei vedere la faccia degli scettici di professione quando avranno in casa uno scaldabagno nucleare e continueranno a cercare la batteria al litio nascosta dentro il vano segreto oppure la presa di corrente nascosta dietro la parete.

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