Piccoli ma fondamentali passi in avanti per la tutela e difesa degli animali in Cina, grazie a un sempre più massiccio interessamento da parte dell’opinione pubblica. La mancanza di una legislazione precisa e utile, a tutela del benessere degli esemplari, è alla base della problematica che sconvolge attivisti e semplici cittadini. Da sempre la Cina è al centro di polemiche internazionali per l’impiego di animali sia all’interno di esibizioni circensi che per l’accattonaggio, senza dimenticare la discutibile usanza di cucinare la carne di cane.

Ora però il Congresso Nazionale del Popolo sta discutendo sulla necessità di inserire una legislazione ad hoc, che possa proteggere gli animali dalle violenze sia in natura che in cattività. È ciò che riporta il Global Times, il tabloid affiliato al Partito Comunista portavoce ufficiale dei Quotidiano del Popolo e mezzo di comunicazione ufficiale. Chang Jiwen, vicedirettore dell’Istituto di ricerca delle risorse e le politiche ambientali con il Centro di Ricerca per lo Sviluppo del Consiglio di Stato, ha confermato il tutto sottolineando che la strada per l’attuazione sarà comunque lunga.

Le tempistiche politiche potrebbero spingere le discussioni in merito verso la fine del 2015, ma questa importante novità potrebbe tracciare una linea di demarcazione tra il passato e il futuro. Come sottolineato anche da Shi Kun, direttore dell’Istituto Wildlife dell’Università di Pechino, tramite un’intervista del Global Times:

[…]la Cina è stata a lungo criticata per non trattare gli animali selvatici in modo compassionevole, ma la presenza di una legislazione precisa potrebbe favorire il loro benessere. Il paese potrebbe progredire contenendo la presenza di esemplari all’interno degli zoo e migliorando le condizioni di vita all’interno degli allevamenti.

L’importante svolta potrebbe migliorare la sensibilità comune dei cittadini nei confronti degli animali, aiutandoli a conoscerli come esseri senzienti e non solo come oggetti da intrattenimento. Dimezzando o debellando la violenza che spesso caratterizza la vita di molti di loro, ridotti allo sfruttamento e all’abuso quotidiano. Come sottolinea la ONG Animals Asia Foundation, in Cina prosperano 180 giardini zoologici e 50 parchi safari, dove le esibizioni risultano costanti. Uno di questi, lo zoo di Hangzhou, è ancora tristemente noto per il comportamento dei visitatori che nel 2013 bersagliarono con palle di neve i leoni reclusi nella struttura.

22 dicembre 2014
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moniva, lunedì 12 gennaio 2015 alle9:15 ha scritto: rispondi »

Giustizia per queste creature

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