Grazie alle agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, in Italia sono stati risparmiati circa 47.800 GWh di energia all’anno tra il 2007 e il 2010. è il dato principale emerso dal primo Rapporto sull’Efficienza Energetica appena presentato dall’Enea, uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto delle politiche energetiche nazionali in materia di risparmio energetico.

Il risultato, che supera nettamente gli obiettivi fissati dal Piano di Azione nazionale per l’Efficienza Energetica del 2007 (PAEE), che prevedeva un risparmio energetico di circa 35.658 GWh/anno, sono stati possibili soprattutto grazie agli incentivi per le riqualificazioni, che hanno favorito la diffusione degli impianti di riscaldamento più efficienti.

Anche il terziario, secondo l’Enea, ha contribuito, adottando misure per evitare gli sprechi, mentre la diffusione di impianti di cogenerazione e recupero del calore hanno permesso anche al settore industriale di concorrere al risparmio energetico complessivo. Per quanto riguarda i trasporti, infine, l’Enea sottolinea l’importanza dello svecchiamento del parco veicoli nazionale e l’aumento di vetture più ecologiche.

Questo rapporto evidenzia come il nostro Paese abbia saputo impegnarsi in questi ultimi anni per migliorare la propria efficienza energetica, attuando una riconversione del sistema produttivo e dei servizi energetici attraverso l’adozione di tecnologie più innovative – ha dichiarato Giovanni Lelli, commissario dell’Enea – Per mantenere questo trend nei prossimi anni serviranno nuovi interventi e azioni in grado di orientare gli investimenti e di influenzare i comportamenti di imprese, Pubblica Amministrazione e cittadini.

Dal punto di vista geografico, il dato che emerge è che le regioni più efficienti sono al nord. Oltre il 64% del risparmio energetico ottenuto, infatti, è concentrato in sole quattro regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Soltanto l’1% del risparmio energetico derivato dagli interventi di riqualificazione dipende dal contributo delle ultime 4 regioni (Molise, Basilicata, Calabria e Valle D’Aosta).

20 gennaio 2012
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