I datteri sono i frutti della Phoenix dactylifera, una palma che appartiene alla famiglia delle Arecaceae, la stessa a cui appartengo le specie utilizzate per la produzione dell’olio di palma.

La palma da dattero è una pianta antica e i suoi frutti venivano utilizzati come alimento già all’epoca degli Egizi. È una pianta di grandi dimensioni – un albero adulto può raggiungere i 30 metri di altezza – e originaria dell’Africa settentrionale. Oggi la maggior parte dei datteri i commercio provengono dall’Egitto, dal Golfo Persico, dalle isole Canarie e dagli Stati Uniti. In Italia la palma da datteri viene con successo coltivata in Siclia, in particolare a Palermo: tuttavia la coltivazione è unicamente destinata a scopi ornamentali.

I datteri in commercio si distinguono in tre varietà:

  • morbidi;
  • semimorbidi;
  • duri.

I primi sono leggermente più grandi e possono essere consumati freschi, i secondi vengono generalmente consumati essiccati e sono i più diffusi, mentre gli ultimi, ossia i datteri duri, vengono quasi esclusivamente scelti per la produzione di derivati, come dolci o farine, più che per il consumo come frutta.

I datteri sono tra i frutti che diventano comuni sulla nostra tavola nel periodo di Natale: vediamo quali sono le loro caratteristiche nutrizionali e come consumarli.

Valori nutrizionali

I datteri sono frutti molto calorici: una porzione da 100 g, circa 10 datteri, apporta circa 250 kcal. La maggior parte dell’energia che apportano è data dai carboidrati, che costituiscono il 60% del peso. La concentrazione di proteine e grassi è invece piuttosto limitata: solo il 2.5% e lo 0.7% rispettivamente. Nonostante la quantità ridotta, le proteine del dattero sono di buona qualità nutrizionale, ossia sono ricche di aminoacidi essenziali. A seconda del grado di idratazione, i datteri contengono anche una percentuale di acqua che si aggira in media intorno al 25% del peso.

Questi frutti sono una buona fonte di sali minerali, soprattutto magnesio, calcio, ferro, potassio e zinco. Discreta anche la quantità di vitamine, soprattutto B1, B2 e B6. I datteri sono ricchi di fibra alimentare, questo nutriente ne costituisce l’8% circa del peso.

Come consumarli

Visto l’elevato apporto calorico è evidente che il consumo di una porzione di datteri a fine pasto, soprattutto durante le feste natalizie, non è certo tra i più indicati, come anche consumarli arricchiti di mascarpone o altri formaggi come aperitivo prima di sedersi a tavola.

Il modo migliore per assicurarsi il piacere di gustare questi frutti, e di goderne dei benefici, è mangiarli come spezza-fame: due o tre datteri apportano meno di 100 kcal e una buona quantità di nutrienti essenziali.

Sono ottimi anche a colazione: due o tre esemplari, 40 g di cereali integrali e uno yogurt al naturale è una ricetta semplice che dà la giusta quantità di energia senza appesantire.

I datteri sono ottimi anche per preparare un decotto dal sapore dolce e delicato: questa bevanda calda ha un buon potere emolliente ed è utile per lenire i sintomi infiammatori dell’apparato gastrointestinale, che possono essere piuttosto comuni durante le feste natalizie.

I datteri eventualmente avanzati alla fine delle feste possono essere frullati: la pasta che se ne ottiene è molto dolce e può essere impiegate per la preparazione di dolci al posto dello zucchero.

27 dicembre 2015
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