La Danimarca dirà addio ai combustibili fossili nel 2050. Lo prevede l’ambizioso piano energetico varato dal governo di Copenaghen, che punta a soddisfare, tra meno di 40 anni, l’intero fabbisogno nazionale solo con le fonti rinnovabili. La strategia è stata elaborata tenendo conto dei risultati di uno studio realizzato l’anno scorso dalla Commissione danese sul cambiamento climatico, che aveva indicato proprio il 2050 come l’anno in cui il piccolo Paese del nord Europa avrebbe potuto affrancarsi da petrolio, gas e carbone.

Per realizzare il “miracolo”, la Danimarca dovrà implementare ulteriormente il settore delle fonti rinnovabili, già sviluppato al punto tale da far meritare più volte a Copenaghen il titolo di capitale più sostenibile d’Europa. Attualmente, infatti, quasi il 20% del fabbisogno energetico nazionale è già coperto dalle numerosi centrali eoliche, molte delle quali off-shore, operative nel Paese.

Ora, però, il governo danese sarà chiamato a uno sforzo ulteriore, per garantire l’attuazione della strategia energetica appena varata. Oltre all’energia eolica, la commissione nazionale sul Clima indica le biomasse come la fonte rinnovabile che potrà dare il contributo maggiore per affrancare la Danimarca dai combustibili fossili entro il 2050.

Già nei prossimi nove anni, la quota di energia prodotta da fonti a basso tenore di carbonio dovrebbe aumentare fino a coprire il 42% della domanda nazionale. Naturalmente, sarà proprio l’energia eolica ad avere il ruolo principale, tanto che il governo spera di soddisfare il fabbisogno del Paese solo con il vento, e sfruttare le biomasse e le altre fonti rinnovabili per l’esportazione di energia.

5 luglio 2011
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