Oltre ad essere fantastico sulla pelle, come sanno tutte le mamme che l’hanno usato contro le smagliature, l’olio di mandorle dolci è perfetto per trattare i capelli rovinati e sfibrati. È ricco di acidi grassi e di vitamine: A, B1, B2, B6, D ed E. La vitamina A li mantiene sani, le vitamine B1 e B6 – è stato provato – favoriscono la crescita dei capelli e la vitamina E è ricca di antiossidanti e favorisce la microcircolazione nel cuoio capelluto, favorendo così, di fatto, la salute dei capelli; mentre gli acidi grassi penetrano a fondo nella fibra dei capelli idratandoli e nutrendoli “dall’interno”.

Che i danni derivino da trattamenti chimici, termici o semplicemente da stress ecco come funziona riparare i capelli e renderli di nuovo sani e brillanti.

Bisogna innanzitutto sapere che il fusto del capello è composto da una sere di microscopiche “scaglie” che dal bulbo crescono fino alla punta disposte tutte nello stesso senso, è però materia inanimata e una volta che le “scaglie” vengono aperte – a causa appunto di trattamenti aggressivi, di carenze di vitamine o una semplice e apparentemente innocua “cotonatura – portarle a richiudersi è difficile e i capelli diventano così facilmente soggetti a disidratazione, perdita di lucentezza, di tono, insomma, non sani.

Per curare i capelli con l’olio di mandorle dolci i metodi principali sono essenzialmente due: un impacco pre-shampoo o un balsamo “leave-in”.

Gli impacchi pre-shampoo consistono in maschere di bellezza da applicare sui capelli, per un tempo di posa che può variare dai 10 minuti a un’ora, per far sì che il capello assorba tutti gli elementi nutrienti e insieme sia anche protetto dall’azione aggressiva dello shampoo.
Con poca pratica riuscirete a stabilire di quanto olio i vostri capelli hanno bisogno, la soluzione è di iniziare sempre con poco per volta e solo sulle zone che ne hanno davvero bisogno: se le punte sono secchissime ma la radice è a posto, applicate l’olio solo sulle punte. Versate qualche goccia d’olio di mandorle dolci sulle mani, scaldatelo sfregando le mani fra loro e poi passatele nei capelli dove serve. Dieci minuti sotto una cuffia da doccia può bastare come inizio, se la situazione è più critica un’ora è più consigliabile.

È tutto qui, finito il tempo di posa lavate e asciugate i capelli come d’abitudine, ma più preferibilmente usando prodotti senza ingredienti aggressivi e tenendo il phon a una temperatura non ustionante e a una distanza di almeno venti cm dai capelli, per evitare di danneggiarli troppo col calore.

Se invece il vostro problema è avere capelli sani ma troppo crespi, la soluzione è il balsamo “leave-in”, ovvero il balsamo che si lascia in posa nei capelli, senza risciacquarlo.
L’applicazione è assai simile all’impacco ma le quantità da usare sono veramente molto più ridotte, si parla di poche gocce e solo ed esclusivamente sulle zone che ne hanno bisogno, perché l’olio di mandorle dolci potrebbe risultare troppo pesante per i capelli soprattutto se fini.

L’impacco pre-shampoo può essere una buona idea per chi, per esempio, fa nuoto: l’impacco d’olio sui capelli – ovviamente infilati nelle cuffie per nuotare – li protegge dal cloro.
Mentre il balsamo “leave-in” può essere usato, sempre con parsimonia e solo sulle punte, da chi ha i capelli ricci come ingrediente per uno styling tutto naturale.

Ovviamente, come ogni cosa naturale, richiede un minimo di pazienza per trovare la formula che per voi funziona di più, e un pochino di abilità per capire quali sono le tecniche e le quantità precise per voi.
Rimane solo da provare l’effetto idratante, lucidante e rinforzante dell’olio di mandorle dolci sui capelli.

20 novembre 2013
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I vostri commenti
claudia 46, mercoledì 29 marzo 2017 alle17:02 ha scritto: rispondi »

ho letto che la cheratina (cosi si chiama??) é un ottimo ricostituente. qualcuno ha provato a usare le fibre della Caboki che guardando i video dicono di ricostruire e voluminizzare il proprio cuoio capelluto in pochi secondi. esperienze dirette volevo sentire

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