Secondo un rapporto basato su uno studio pubblicato da Nature Geoscience, i ghiacciai alpini sarebbero, insieme a quelli della Nuova Zelanda, tra quelli più a rischio nel mondo a causa del riscaldamento globale.

Lo studio è stato coordinato dall’università canadese della British Columbia e ha combinato i dati storici sul clima di oltre 2.600 calotte glaciali e oltre 120.000 ghiacciai con 10 modelli climatici differenti, riuscendo così ad ottenere una simulazione che aiuta a prevedere gli effetti dell’aumento generalizzato delle temperature su alcune aree del pianeta.

Secondo la simulazione, entro il 2100, una percentuale compresa tra il 60 e il 90% dei ghiacciai delle Alpi potrebbe sparire, con la possibilità che si possa perdere dal 15 al 27% del ghiaccio complessivo che ricopre attualmente la terra.

Una situazione che potrebbe avere ripercussioni molto evidenti sulle abitudini e sul futuro di tutte le specie viventi, compreso quindi anche l’uomo. A preoccupare gli scienziati, in particolare, sembrano essere la questione dell’innalzamento delle acque degli oceani, che potrebbero ricoprire una parte delle terre emerse, e l’approvvigionamento idrico.

Situazione che vedrebbe particolarmente coinvolta l’Europa e la già citata Nuova Zelanda, mentre l’impatto del surriscaldamento climatico dovrebbe essere minore negli altipiani asiatici, i quali vedrebbero una diminuzione sensibilmente più contenuta, ma che potrebbero addirittura andare controcorrente aumentando le loro riserve di ghiaccio.

10 gennaio 2011
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