Le batterie per l’accumulo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili non programmabili, fotovoltaico in primis, stanno per diventare “the next big thing” nel mercato dell’energia. Domani, 1 maggio, la Germania apre la stagione degli incentivi agli accumuli domestici; in Giappone, entro il 2015, entrerà in funzione una batteria da 60 MWh; in Texas, già da dicembre 2012, è attiva una batteria da 36 MWh sotto il parco eolico di Notrees; in Italia, in questi mesi, partirà il programma sperimentale di Terna; secondo ANIE, entro il 2020, gli accumuli italiani varranno 4 miliardi di euro.

Con un mercato del genere non sorprende che i big delle batterie stiano iniziando ad allearsi per contare di più e fare pressione sui Governi e le Autorità di regolamentazione dei mercati elettrici. La prima alleanza del genere si chiama IBESA: International Battery and Energy Storage Alliance. Nata dall’unione tra l’International PV Equipment Association (IPVEA) e il gruppo di ricerca EuPD, l’IBESA ha lo scopo di promuovere lo sviluppo dello storage e delle smart grid.

Con previsioni internazionali che parlano di un valore di mercato che supera i 19 miliardi di dollari per le batterie, qualora altri paesi dovessero seguire la via tedesca degli accumuli domestici, ben si comprendono le parole di Markus Hoehner di EuPD:

Una forte alleanza industriale tra player globali come IBESA è cruciale per unire il mercato frammentato dello storage dell’energia elettrica e i mercati delle smart grid, come anche per prepararli sostenibilmente al futuro.

Bryan Ekus, managing director di IPVEA, aggiunge:

Il nostro obbiettivo è quello di promuovere i mercati del fotovoltaico e dello stoccaggio dell’energia e offrire reali benefici ai nostri membri.

La sfida principale, in questo mercato, è quella dei costi. La batteria è un’invenzione che ha oltre 200 anni, per come la conosciamo non è altro che l’evoluzione della pila di Volta del 1799. Ma per raggiungere la capacità e l’efficienza necessarie a integrare le batterie nelle reti elettriche moderne, primo passo per renderle “smart”, è necessario fare un passo avanti nei processi industriali: le batterie non devono essere solo potenti ed efficienti, ma anche il più possibile economiche.

30 aprile 2013
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