Greenstyle Ambiente Inquinamento Smog in Emilia Romagna causato dagli impianti di cremazione? La denuncia della Lega

Smog in Emilia Romagna causato dagli impianti di cremazione? La denuncia della Lega

Il consigliere leghista Emiliano Occhi punta il dito in Emilia Romagna contro il nuovo Piano Aria della giunta regionale di Stefano Bonaccini, perché non ci sono riferimenti agli impianti di cremazione, che potrebbero contribuire e non poco all'inquinamento atmosferico registrato negli ultimi tempi sui cieli della regione. Sono molti i forni crematori nelle principali città emiliane e romagnole, ma non esistono ancora norme specifiche per regolare le emissioni prodotte dagli stessi.

Smog in Emilia Romagna causato dagli impianti di cremazione? La denuncia della Lega

La Lega accusa gli impianti di cremazione in Emilia Romagna, che sarebbero troppo impattanti e provocherebbero un notevole peggioramento della qualità dell’aria. Il consigliere del Carroccio Emiliano Occhi spiega che sono troppe le emissioni di tali strutture e che non ci sono norme specifiche a regolamentarle. Ma davvero lo smog in Emilia Romagna è causato dagli impianti di cremazione?

L’inquinamento in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna sta assistendo a un fenomeno davvero particolare, con l’inquinamento atmosferico che sta provocando non pochi danni. Sicuramente il meteo ci mette lo zampino, ma la situazione è al limite. Nelle città più grandi si sforano ogni giorno i livelli di pm10 ritenuti tollerabili per la salute umana. La Regione corre ai ripari, con il Piano Aria, per poter garantire un’aria più respirabile a tutti i cittadini.

L’opposizione, però, chiede che sia fatto qualcosa per quella che si crede essere la causa principale dello smog in Emilia Romagna, gli impianti di cremazione. A sollevare il dubbio è il consigliere leghista Emiliano Occhi, che punta il dito contro la Giunta regionale di Stefano Bonaccini, che nel piano proposto per migliorare la qualità dell’aria nella sua regione non ha fatto alcun riferimento all’impatto dei crematori sull’ambiente e sull’aria. “È singolare specialmente quando si è deciso di colpire con misure pesanti industria, attività produttive e agricoltura“.

Smog in Emilia Romagna

L’impatto degli impianti di cremazione

Il consigliere ha già depositato un’interrogazione in Assemblea legislativa, perché mancherebbe una norma volta a disciplinare gli impianti di cremazione e le emissioni prodotte. Secondo il politico, “è necessario che i forni crematori siano dotati di adeguati sistemi di abbattimento dei fumi, che garantiscano un’adeguata efficienza anche in relazione della discontinuità del processo dovuta all’abbassamento delle temperature ad ogni ciclo, per il recupero delle ceneri“.

Le cremazioni, infatti, avrebbero “un impatto sulla qualità dell’aria che in un contesto come quello del Bacino padano può risultare rilevante anche ai fini di uno studio approfondito sugli effetti al contrasto dell’inquinamento. Occorre quindi normare la materia come già in Europa accade e come hanno iniziato a fare alcune Regioni italiane come Veneto e Toscana“.

Già nei giorni scorsi l’Isde, l’Associazione italiana dei medici per l’ambiente, in un approfondimento aveva chiesto norme utili a fare in modo che la cremazione non diventi un’ulteriore causa di inquinamento. Con tutte le conseguenze che questo avrebbe sulla salute umana.

Gli impianti di cremazione in Emilia Romagna

La cremazione è una scelta sempre più effettuata dagli italiani che, al momento del decesso, nelle loro volontà esprimono il volere di essere cremati. Nella Regione ce ne sarebbero 12 attualmente attivi e funzionanti e sono gli impianti di Bologna, Cesena, Copparo in provincia di Ferrara, Ferrara, Faenza, Modena, Molinella in provincia di Bologna, Parma (dove è in costruzione un secondo forno crematorio), Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Piacenza.

Sicuramente servono norme per garantire il minimo impatto, soprattutto nelle aree urbane già messe a dura prova dallo smog.

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