Scoperti altri bruchi che digeriscono la plastica

Scoperti altri bruchi che digeriscono la plastica

Fonte immagine: Pixabay

Dopo i vermi, arrivano i bruchi in grado di digerire la plastica: merito dei batteri presenti nel loro tratto intestinale.

I bruchi potrebbero rappresentare un alleato irrinunciabile per lo smaltimento dei rifiuti in plastica. Una nuova famiglia di insetti si aggiunge alla lista degli esemplari in grado di decomporre l’inquinante materiale, con risultati davvero promettenti per il futuro. È quanto rivela uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Proceedings of the Royal Society B, condotta dalla canadese Brandon University.

I bruchi in questione appartengono alla famiglia dei Pyralidae: sono infatti le larve di alcune specie di falene. Le loro potenzialità nel digerire la plastica sono state notate già nel 2017, ma solo di recente è stato avviato uno studio per comprendere come riescano a decomporre il materiale, senza subire alcuna contaminazione di tipo chimico.

Secondo quanto rivelato dallo studio, questa capacità sarebbe garantita da una speciale popolazione di batteri che ne ricopre il tratto intestinale, capaci di decomporre la plastica. Così ha spiegato Christophe LeMoine, professore associato di Biologia alla Brandon University:

Abbiamo scoperti che questi bruchi sono dotati di microbi intestinali essenziali nel progetto di biodegradazione della plastica. Questo processo sembra dipendere dalla sinergia che si viene a creare tra il bruco stesso e i suoi batteri, in particolare nella degradazione del polietilene.

La scoperta di questa grande capacità è avvenuta in modo del tutto casuale: qualche anno fa un appassionato apicoltore ha rimosso alcune di queste larve – note per essere ghiotte di miele – da un alveare. Dopo averle chiuse in un sacchetto, i bruchi hanno cominciato a mangiare la plastica, senza alcuna palese conseguenza.

Al momento questi bruchi non potranno essere immediatamente impiegati per lo smaltimento dell’inquinante plastica, poiché molto deve essere ancora compreso in merito al funzionamento del loro apparato digerente. Secondo gli esperti, è più probabile che in futuro si utilizzino più specie di vermi, larve e bruchi insieme, per massimizzarne i risultati. Sembra che ogni esemplare, infatti, sia specializzato nella distruzione di uno specifico tipo di plastica: nel caso in questione si parla di sacchetti e altri prodotti dalla consistenza morbida ed elastica, tra i più pericolosi in circolazione. Sacchetti e borse si accumulano infatti negli oceani, causando la morte di molte specie marine, pronte a ingoiare rifiuti poiché scambiati per prede.

Fonte: CNN

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