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Polveri sottili: cosa sono e perché sono pericolose

Le polveri sottili sono particelle microscopiche sospese nell'aria ed originate da varie fonti, come il traffico veicolare, l'industria e il riscaldamento domestico. A causa delle loro dimensioni ridotte, possono penetrare in profondità nei polmoni causando una serie di problemi respiratori e cardiovascolari, come bronchiti croniche, asma, malattie cardiache e persino cancro ai polmoni.

Polveri sottili: cosa sono e perché sono pericolose

Fonte immagine: Pexels

Le polveri sottili sono microscopiche particelle sospese nell’aria che rappresentano una minaccia sempre più rilevante per la salute e l’ambiente. Derivano da una varietà di fonti ed esercitano un significativo impatto sull’ecosistema e sul benessere dell’uomo (ad esse sono infatti correlate numerose malattie). Dove si concentrano maggiormente? E cosa fare per eliminarle? Di seguito approfondiamo l’argomento e le possibili soluzioni.

Cosa sono le polveri sottili

Cosa si intende per polveri sottili è presto detto. Così come chiarisce l’Istituto superiore di sanità, ci si riferisce “a quelle particelle sospese e presenti nell’aria che ogni giorno respiriamo”. Note anche come particolato atmosferico, da particulate matter (“materiale particolato”), si distinguono in PM10 (particelle solide di grandezza compresa tra 10 e 2,5 micron) e PM2,5 o frazione respirabile (particelle più piccole con diametro inferiore a 2,5 micron). Ad onor di cronaca esistono anche particelle più piccole delle precedenti, note come particolato ultrafine.

Sostanze chimiche quali idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli come cromo, vanadio, piombo, nichel, cadmio e arsenico, possono aderire alla superficie di tali particelle e determinare serie conseguenze per la salute di chi le respira.

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Quali sono le polveri sottili più pericolose?

Queste particelle sono reperibili in dimensioni e forme diverse, e possono essere costituite da centinaia di sostanze chimiche differenti. Tra le tipologie appena descritte, le più pericolose sono sicuramente le PM2,5 ed il particolato ultrafine. Queste sono in grado di penetrare in profondità nel nostro organismo (nei polmoni o addirittura fino agli alveoli polmonari). Le PM10, invece, nonostante pericolose, solitamente causano irritazione ad occhi, naso e gola.

Cosa succede se si respirano polveri sottili è facilmente intuibile: vanno a depositarsi più o meno in profondità nell’apparato respiratorio. Quando respiriamo, il naso agisce come un filtro, trattenendo le particelle più grandi. Quelle più piccole, invece, possono penetrare nelle vie respiratorie inferiori. Con tutte le conseguenze – che approfondiamo di seguito – che possono comportare.

Che malattie causano le polveri sottili?

Naturalmente, le conseguenze sulla salute delle polveri sottili dipendono sia dalle loro dimensioni che da ciò che contengono e dalle concentrazioni delle sostanze chimiche e dei metalli. Oltre che dal tempo di esposizione e dalla sua continuità. Ad esempio, le sostanze solubili possono provocare disturbi locali.

Bronchiti ed asma più o meno gravi possono scaturire, invece, anche solo dopo un’esposizione di pochi giorni ma ad alti livelli di PM10 e PM2,5. Altre conseguenze derivanti dall’esposizione ad elevate concentrazioni di metalli sono alterazioni del funzionamento del sistema cardiocircolatorio ed infiammazioni acute delle vie respiratorie. In caso di esposizione prolungata ma a bassi livelli di PM10 e PM2,5 si può incorrere in disturbi respiratori “lievi” come tosse e catarro, asma.

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Dove si concentrano le polveri sottili?

Si trovano nell’aria. Sia in quella presente negli ambienti interni che esterni. Nel primo caso si tratta spesso di fumo di tabacco, camini e stufe, aria derivante dall’esterno che entra in casa attraverso porte e finestre. Le polveri sollevate dalle attività domestiche, poca pulizia o manutenzione dei sistemi di condizionamento. Sono rilasciate anche dagli stessi mobili che, con il passare del tempo si deteriorano, o dai diffusori per ambiente.

All’esterno, invece, sono causate principalmente dall’inquinamento dei mezzi di trasporto con motori a benzina e diesel, dalle emissioni industrial, ma anche semplicemente da strade non asfaltate, cantieri, ciminiere o incendi.

Come si eliminano le polveri sottili?

Ovviamente, si tratta di un tentativo da effettuare su più fronti. Strategie da considerare consistono nella riduzione delle emissioni derivanti da traffico veicolare, industria e riscaldamento domestico; dal filtraggio dell’aria (utili in tal senso sono i purificatori e i filtri per l’aria interna ed esterna). Un aiuto potrebbe derivare dall’uso di combustibili più “puliti” e di tecnologie efficienti per ridurre le emissioni di particolato da stufe, caminetti e altre fonti di combustione. Naturalmente, anche le politiche pubbliche, magari con l’implementazione di regolamenti più rigorosi sulle emissioni industriali e veicolari, potrebbero essere un buon punto di partenza.

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