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Mucche: abbracciarle può ridurre lo stress da pandemia

Mucche: abbracciarle può ridurre lo stress da pandemia

Fonte immagine: LivingImages via iStock

Mucche, abbracciarle riduce lo stress collegato alla pandemia: è quanto dimostra un nuovo trend nato in Olanda e già ben diffuso in Europa.

Le mucche potrebbero rappresentare una soluzione a uno dei problemi maggiormente diffusi durante questa pandemia da coronavirus: lo stress. È quanto dimostra una nuova tendenza nata in Olanda, dove sempre più persone scelgono i simpatici bovini come animali da pet-therapy. In particolare, sembra che abbracciare le mucche sia efficace per allontanare ansia e stress.

Ribattezzata “koe knuffeln” – ovvero, “abbracciare la mucca” – la pratica sta spopolando ed è pronta a conquistare l’intera Europa. Ma quali sono le sue caratteristiche?

Mucche contro lo stress

Quello di abbracciare le mucche è l’ultimo trend in fatto di pet therapy, una pratica perfetta sia per i bambini che per gli adulti. L’idea è nata da alcune fattorie olandesi, per poi conquistare l’intero Paese.

La giornata anti-stress parte con un tour della fattoria, per entrare in contatto con i principi dell’allevamento tradizionale e in semi-libertà per i bovini. Ancora, si apprendono tutte le caratteristiche di questi animali che, come dimostrato da diversi studi negli anni scorsi, sono peraltro intelligentissimi.

Il percorso si conclude con una seduta di abbracci a mucche dal carattere molto docile, felici di lasciarsi coccolare. L’elevata temperatura corporea dell’animale, la stazza e la calma portano immediati benefici per l’organismo, così come testimoniato dai partecipanti. Si riduce la frequenza cardiaca, si percepisce un senso di protezione e si dimenticano le preoccupazioni quotidiane.

Stando ai primi studi sul fenomeno, la presenza del bovino stimolerebbe la produzione di ossitocina, un ormone deputato al benessere mentale. Allo stesso tempo, vi sarebbe una riduzione del cortisolo, responsabile dello stress. Questi effetti sono noti ormai da anni, basti pensare come le prime conferme siano giunte nel 2007, con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Applied Animal Behaviour Science.

La richiesta è salita alle stelle proprio nel corso degli ultimi mesi, in concomitanza con la pandemia da COVID. Evidentemente, il senso di precarietà diffuso del periodo ha elevato i livelli di stress in tutta la popolazione, tanto da spingere a ricercare i metodi più originali per eliminare il disturbo.

Fonte: BBC

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