Mangiare bene in Italia costa, e in certi casi costa parecchio: secondo uno studio costruito su oltre 326mila rilevazioni di prezzo raccolte tra il 2021 e il 2025, il conto mensile può superare i 200 euro.
Il punto è che seguire una dieta sana non pesa allo stesso modo per tutti. Contano l’età, la stagione, il territorio. E così, dietro l’immagine della dieta mediterranea come modello per tutti, viene fuori un quadro più diseguale, che mette sotto pressione soprattutto le famiglie e chi è già più esposto ai rincari.
Uomini e donne adulte, i panieri più cari e l’aumento vicino al 20 per cento
Lo studio, pubblicato sulla rivista Quality & Quantity dai ricercatori delle università di Pisa, della Tuscia e Tor Vergata, ha messo a punto panieri alimentari sani e sostenibili ispirati alla dieta mediterranea, distinti per sesso e fascia d’età. Per gli uomini adulti il paniere è il più caro in assoluto: tra primavera ed estate supera con regolarità i 200 euro al mese, mentre in autunno e inverno si attesta intorno ai 150-160 euro nella parte finale del periodo osservato. Per le donne adulte il costo medio sale da circa 175 a 208 euro nei mesi caldi e da 130 a 156 euro in quelli freddi. In tutti e due i casi, l’aumento complessivo nel triennio sfiora il 20 per cento. Non c’è solo l’inflazione alimentare. C’è anche il fatto che una dieta pensata per fare bene alla salute — con più cereali integrali, legumi, frutta, verdura, olio extravergine, yogurt, frutta secca e pesce, e meno carni lavorate e prodotti raffinati — richiede una spesa che non tutti riescono a sostenere con continuità. Per una persona sola può ancora essere affrontabile. In una famiglia, però, il peso sul bilancio si sente eccome.
Anziani e adolescenti, la fascia intermedia tra fabbisogno nutrizionale e rincari
Per anziani e adolescenti i costi stanno in una fascia intermedia, ma la tendenza resta la stessa. Nel caso degli anziani, il paniere arriva a circa 160-170 euro nei mesi caldi e a circa 120 euro in quelli freddi, con un aumento complessivo vicino al 20 per cento. Gli adolescenti passano invece da circa 109 a 131 euro in primavera-estate e da 65 a 78 euro in autunno-inverno. Anche qui il rincaro supera il 20 per cento. Sono numeri che dicono una cosa semplice: il tema non è solo alimentare, ma anche sociale. Per un anziano con una pensione bassa, o per una famiglia con figli che crescono, mangiare bene può diventare una delle prime voci da tagliare, proprio mentre medici e campagne pubbliche continuano a richiamare l’importanza della prevenzione a tavola. A complicare il quadro ci sono poi le differenze territoriali: i prezzi medi e massimi sono più alti nel Nord Italia, mentre nel Sud il costo minimo teorico per comporre un paniere sano risulta spesso più elevato. Un segnale che rimanda alla minore presenza della grande distribuzione in alcune aree e quindi a una concorrenza più debole sui prezzi.
Il caso dei bambini piccoli: perché il paniere costa di più in inverno
Quella dei bambini piccoli è l’unica fascia che mostra un andamento stagionale capovolto rispetto alle altre. Il paniere passa da circa 49 a 62 euro nei mesi caldi, ma sale da 65 a 79 euro in quelli freddi, con aumenti complessivi compresi tra il 20 e il 25 per cento. È un dato che colpisce, perché fa capire che il costo di una dieta sana non dipende solo dalla quantità di cibo necessaria, ma anche da come è composto il paniere e dalla stagionalità dei prodotti più adatti a quell’età. In concreto, nutrire bene un bambino può costare di più proprio quando cambia l’offerta di alcuni alimenti freschi e i prezzi si muovono in modo meno favorevole. Per chi ha figli piccoli non è un dettaglio: vuol dire che la spesa non cresce in modo lineare e che in alcuni periodi dell’anno il bilancio familiare può finire sotto maggiore pressione. Non a caso gli autori dello studio insistono sulla necessità di strumenti di monitoraggio e di politiche mirate per le persone più vulnerabili. Se mangiare sano diventa più difficile proprio per chi avrebbe più bisogno di tutela, il rischio è che la dieta equilibrata resti un obiettivo condiviso solo sulla carta.








