Leoni in Kenya: la popolazione torna a crescere

Leoni in Kenya: la popolazione torna a crescere

Fonte immagine: Pixabay

Cresce la popolazione di leoni in Kenya, con un 2020 da baby boom: merito della sensibilizzazione delle associazioni Masai locali.

Risultati incoraggianti per la conservazione dei leoni in Kenya. Dopo decenni in declino, la popolazione locale dei grandi felini torna a crescere. Merito delle leggi imposte sul territorio per proteggere il re della foresta, ma anche e soprattutto dell’azione di molte organizzazioni attive sul territorio.

Non è però tutto, poiché non solo il numero di leoni vede finalmente un segno positivo, ma nel 2020 si è assistito addirittura a un vero e proprio “baby boom”. Un evento che fa ben sperare gli esperti sulla possibilità di salvare la specie dal rischio d’estinzione.

Leoni: la rinascita in Kenya

I dati promettenti provengono dalle rivelazioni condotte all’interno dei parchi del Maasai Mara, del Parco Nazionale Nairobi e dell’Amboseli. In particolare, è proprio quest’ultimo a destare la maggiore fiducia: si contano infatti dai 6 ai 7 leoni per 100 chilometri quadrati, in un’area fortemente abitata dai Masai.

La convivenza tra i leoni e le popolazioni Masai non è mai stata semplice, poiché tradizionalmente i grandi felini vengono catturati e uccisi dai guerrieri, sia per proteggere abitazioni e raccolti che come dimostrazione di forza. Grazie ai progetti avviati da Lion Guardians, un’associazione attiva sul territorio, si è però potuta invertire questa cruenta tendenza. Così ha spiegato Eric Ole Kesoi, Masai Community Manager dell’associazione:

Eravamo soliti uccidere qualsiasi leone che si sentiva ruggire nelle vicinanze dell’Amboseli, a causa della cultura tradizionale che incentiva il coraggio e richiede di eliminare qualsiasi felino in circolazione. […] Ma ora usiamo la nostra storica abilità nel tracciare i leoni per monitorarli e proteggerli.

Un programma efficace

L’efficacia del programma di conservazione dei leoni, con la sensibilizzazione delle popolazioni Masai, è stata confermata anche da Stephanie Dolrery, co-fondatrice di Lion Guardians:

Il programma è stato progettato affinché possa allinearsi alle tradizioni e alle culture locali. I guerrieri, i quali tradizionalmente cacciano i leoni, vengono ora incoraggiati a tracciare i felini. E si fa leva sul loro coraggio, anche perché è un’operazione non adatta ai deboli di cuore: è complessa e spaventosa, soprattutto quando un leone ti aggredisce e devi essere sufficientemente forte per sopravvivere. È quello a cui i guerrieri Masai sono abituati, è quello che hanno sempre fatto e oggi è al servizio della conservazione dei felini.

Prima del “baby boom” del 2020, gli esperti avevano previsto una scomparsa dei leoni in Kenya entro il 2050. Ora sembra che la specie sia in grado di sopravvivere.

Fonte: CGTN

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