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Intolleranza al lievito di birra: sintomi

L'intolleranza al lievito di birra si manifesta con sintomi di stomaco e intestinali, come gonfiore, flatulenza, bruciori di stomaco: alcuni consigli.

Intolleranza al lievito di birra: sintomi

L’intolleranza al lievito di birra è piuttosto diffusa e causa una serie di disturbi per lo più a carico dell’apparato gastrointestinale. Pizza, pane, grissini e birra sono solo alcuni degli alimenti che causano l’insorgenza o il peggioramento dei sintomi fra i pazienti.

Come per tutti i fastidi legati all’assunzione di alimenti scarsamente sopportati del nostro corpo, è necessario prima di tutto individuare i cibi responsabili, eliminarli dalla dieta e, in seguito, riabituare il paziente al consumo degli stessi. In genere questo percorso si fa con una dieta a eliminazione, seguita da una a rotazione.

Sintomi e diagnosi

Lievito
Organic Raw Yeast for baking bread against a background via Shutterstock

Questa intolleranza alimentare si manifesta con fastidiosi disturbi a stomaco e intestino, che si fanno più intensi quando si mangiano pane, focacce, pizza ma anche brioches e pasticcini. I segnali più comuni si presentano, almeno all’inizio, come comuni problemi di digestione:

  • pancia gonfia;
  • diarrea o, al contrario, stitichezza;
  • mal di pancia;
  • sintomi di indigestione;
  • bruciori di stomaco;
  • aria con associata flatulenza.

Chiaramente, quando il paziente afferma di aver “male alla pancia” o di aver “digerito male”, saranno presenti anche segnali più generali:

  • stanchezza e difficoltà a riposare bene;
  • mal di testa;
  • spossatezza fisica anche nel corso dell’attività sportiva;
  • nervosismo.

Ciò che emerge dalla descrizione dei sintomi è come il quadro di fastidi non sia specifico del lievito e, di conseguenza, della non tolleranza ai prodotti che lo contengono. Per questo motivo, soprattutto se i disturbi persistono per lungo tempo, è importante rivolgersi al medico per escludere alcune malattie intestinali, anche importanti. L’anamnesi e la corretta definizione della storia clinica condurrà l’esperto a supporre una intolleranza al lievito di birra e, di conseguenza, a prescrivere una dieta a esclusione della durata di almeno 15 giorni.

I sintomi infatti, in questa come in tutte le altre intolleranze, sono di natura transitoria e sono direttamente correlati all’assunzione di prodotti che contengono l’ingrediente non sopportato. È essenziale, perciò, che il paziente impari a verificare le etichette di quel che acquista. Molti prodotti oggi sono preparati con il lievito chimico, indicato anche come polvere lievitante nella lista degli ingredienti: si tratta di un vantaggio, poiché consente di continuare a consumare prodotti da forno che altrimenti andrebbero rifiutati.

Per la corretta verifica dell’etichetta è utile sapere che cosa sia il lievito di birra e perché si debbano evitare anche i prodotti che si preparano con il lievito naturale o madre. Il classico lievito di birra per i prodotti da forno e per la panificazione è costituito da colture di Saccharomyces cerevisiae, invece quello naturale, che si ottiene lasciando fermentare della pasta fresca a base di farina e acqua, contiene oltre al Saccharomyces anche anche altre specie di lieviti e vari batteri.

Rimedi naturali contro l’intolleranza al lievito

Yogurt
Creamy natural yogurt background. Closeup view via Shutterstock

L’intolleranza al lievito di birra si risolve come tutte le altre con una dieta a esclusione, prima, e a rotazione, poi. Lo scopo è quello di “rieducare” all’assunzione di tutti gli alimenti. In un primo momento, per ridurre la sgradevole sensazione di gonfiore e irritazione intestinale, si può ricorrere all’assunzione di Lactobacillus acidophilus per depurare l’intestino, favorire la corretta proliferazione della flora batterica e la digestione.

Le informazioni riportate su GreenStyle sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

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