Greenstyle Alimentazione Influenza intestinale: cosa mangiare e cosa evitare

Influenza intestinale: cosa mangiare e cosa evitare

Influenza intestinale: cosa mangiare e cosa evitare

Fonte immagine: Pexels

L’influenza intestinale rappresenta uno dei disturbi più comuni, soprattutto nella stagione più fredda. In inverno è infatti molto semplice cadere vittime di un virus intestinale e, sebbene di norma il problema sia transitorio e dall’esito positivo, le limitazioni alla propria quotidianità sono molte. Dolore all’addome, gonfiore, necessità continua di doversi scaricare sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano questa condizione. Ma cosa mangiare in caso di influenza intestinale e cosa, invece, evitare?

Naturalmente, tutti i disturbi a carico dell’apparato digerente non devono mai essere sottovalutati e, per questa ragione, è sempre necessario vagliare il parere del medico curante. La dieta può certamente influire sui sintomi di un’influenza intestinale, ma da sola non può sostituire il trattamento previsto dal medico. Ancora, l’alimentazione ideale varia a seconda del singolo e dell’intensità del disturbo, di conseguenza deve essere sempre concordata con lo specialista.

Influenza intestinale: cause e sintomi

Cistite

Con il termine di influenza intestinale si tende a indicare, almeno a livello popolare, quella che più propriamente è una gastroenterite virale. In altre parole, si tratta di un’infezione a livello dell’intestino tale da causare l’alterazione delle sue funzioni e, di conseguenza, un malessere generalizzato dell’organismo. La grande maggioranza delle influenze intestinali è di origine virale, ma non mancano fenomeni determinati da batteri.

A differenza delle credenze più comuni, che associano al disturbo l’esposizione al freddo o la contaminazione aerea, la gastroenterite proviene quasi sempre da un contatto oro-fecale. Questo può avvenire quando si ingeriscono cibo e acqua contaminati – un’eventualità ad esempio molto comune quando si viaggia in Paesi dai servizi di potabilizzazione non eccellenti – oppure per contagio diretto. È il caso dei bambini che, con una certa frequenza, portano alla bocca le mani sporche e quindi ricche di agenti esterni contaminanti.

Fra i virus più diffusi, il Rotovirus è quello che colpisce maggiormente i più piccoli, tramite la contaminazione orale con materiale fecale. Quello più probabile negli adulti è invece il Norovirus, spesso presente in acque non propriamente salubri, nel ghiaccio, sulle verdure non adeguatamente pulite e sulle carni crude.

I sintomi comprendono gonfiore, eccesso di aria a livello intestinale, dolore all’addome, crampi addominali, necessità di doversi scaricare frequentemente, feci liquide e disidratazione. Il trattamento è definito dal medico a seconda dei sintomi e può includere farmaci sia per fermare gli attacchi diarroici che per combattere i virus. La problematica si risolve normalmente in pochi giorni.

Virus intestinale e dieta: l’importanza dell’acqua

Bere acqua

I disturbi gastrointestinali possono portare rapidamente alla perdita dei liquidi, come proprio nel caso delle influenze intestinali. Le continue scariche dovute alla diarrea possono infatti determinare una condizione di moderata disidratazione, proprio poiché i liquidi vengono espulsi dall’organismo prima che possano essere effettivamente assorbiti dall’organismo.

Oltre alla disidratazione, le scariche diarroiche possono portare rapidamente alla perdita di alcuni minerali essenziali per l’organismo. Per questa ragione, il primo passo da compiere in caso di gastroenterite è provvedere a un’adeguata idratazione.

L’acqua minerale è essenziale, anche oltre i 2 litri al giorno, poiché contiene molti dei minerali persi a causa dell’infezione. È meglio però prediligere dell’acqua naturale liscia, poiché l’alternativa gassata potrebbe contribuire ad aumentare il gonfiore intestinale e con esso il dolore.

È possibile fare ricorso anche ai succhi, come quelli di arancia oppure pompelmo, garantendo così all’organismo un alleato in più contro l’infezione: la vitamina C. Quest’ultima è necessaria per il buon funzionamento del sistema immunitario, affinché gli agenti esterni che hanno causato il disturbo possano essere rapidamente eliminati.

Cosa mangiare con il virus intestinale: i prodotti da forno

Pane e grissini

Una gastroenterite determina un’importante alterazione delle funzionalità dell’intestino e, in alcuni casi, può coinvolgere anche lo stomaco. Non è infatti infrequente che il disturbo determini nausea e scarso desiderio di alimentarsi, anche per l’abbondanza di acidi digestivi proprio a livello di stomaco.

Per aiutare a limitare l’azione dei succhi gastrici, ma anche ad assorbire liquidi in eccesso nel tratto intestinale, alcuni prodotti da forno sono certamente utili. Cracker, grissini e pane sono molto efficaci nel contrastare l’azione degli acidi digestivi, nonché nel ripristinare la normale motilità a livello dell’intestino tenue e nel colon. È però necessario scegliere alimenti prodotti al naturale, prediligendo la presenza di olio extravergine d’oliva al burro, possibilmente dal contenuto di sale non eccessivo.

Cibi per la gastroenterite: il riso

Riso

Il riso è da sempre considerato un valido alleato per il benessere dell’intero sistema digestivo, date le sue proprietà riequilibranti, la ricchezza in proteine e amminoacidi essenziali e ai suoi minerali. Ma si tratta soprattutto di un cereale astringente, quindi utile anche in caso di gastroenterite.

A livello dell’intestino, il riso aiuta sia a ridurre i liquidi espulsi che a compattare le feci, poiché molto generoso nell’apporto di fibre. In presenza di un’influenza gastrointestinale, lo si può consumare bollito e in bianco, accompagnato da un filo di olio extravergine di oliva.

Frutta e verdura per l’infezione intestinale

Banane

Anche alcune tipologie di frutta e verdura possono ritornare utili in presenza di un’infezione intestinale, poiché alcune varietà presentano delle specifiche proprietà astringenti. È il caso delle banane che, oltre al loro dolce sapore, aiutano a trattenere i liquidi a livello intestinale nonché a compattare le feci.

Le banane sono inoltre ricche di potassio, un minerale essenziale per l’organismo e per i muscoli. A causa della diarrea protratta per giorni, l’organismo potrebbe subire la carenza di questo minerale, i cui livelli possono essere rapidamente ripristinati proprio grazie alla banana.

Sul fronte della verdura, è necessaria invece una maggiore attenzione. Almeno nelle fasi più acute delle scariche, bisognerebbe ridurre l’apporto di esemplari a foglia verde. Non perché non siano salutari – sono normalmente dei veri e propri toccasana per l’organismo – bensì poiché normalmente complesse da digerire e ricche di fibre e cellulosa, che potrebbero ulteriormente stimolare l’attività intestinale. Meglio invece favorire ortaggi che si caratterizzano per carboidrati complessi, come le patate cotte, così come radici e tuberi bolliti come le carote.

Gastroenterite e alimenti consigliati: carne e latticini

Yogurt bianco

Per chi segue una dieta onnivora, anche alcune tipologie di carne possono rappresentare una scelta adeguata in caso di gastroenterite. Bisognerà però prediligere le carni magre, come pollo e tacchino, possibilmente bollite. E se invece si preferisse il pesce, dev’essere anch’esso bollito e altamente digeribile, come il merluzzo.

Sul fronte dei latticini, gli yogurt ricchi di probiotici aiutano a ripristinare la flora batterica alterata a causa dell’azione del virus. I formaggi non sono invece necessari ma, se proprio non si riuscisse a farne a meno, meglio optare per stagionati a grana dura come il Parmigiano, da usare come condimento.

Influenza intestinale: cosa non mangiare

Caffè

In presenza di un’influenza intestinale, bisognerebbe evitare tutti quei cibi che stimolano la peristalsi e l’attività del colon o, ancora, quelli noti per le loro proprietà irritanti. Meglio quindi rinunciare al caffè, poiché stimolante, nonché birra e le altre tipologie di alcol.

Meglio rimandare l’appuntamento anche con le carni rosse, complesse da digerire, così come i cibi eccessivamente grassi o ricchi di burro. Stop anche all’uso di spezie, come il peperoncino, da ripristinare a guarigione avvenuta.

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