Giorni fertili: come calcolarli per rimanere incinta

Giorni fertili: come calcolarli per rimanere incinta

Cosa si intende per periodo fertile e come calcolare i giorni dell’ovulazione anche usando semplici metodi naturali.

Calcolare i giorni fertili è una delle strategie più efficaci per aumentare le chance di rimanere incinta. Il periodo fertile, infatti, è un breve lasso di tempo che coincide con l’ovulazione vera e propria, tuttavia si tratta di un calcolo approssimativo che spesso non dà certezze precise e non può essere preso in considerazione come risorsa anticoncezionale.

Sul web è possibile trovare diverse app che hanno come finalità proprio il calcolo dei giorni fertili, ma è anche possibile individuare questa finestra temporale tenendo a mente il giorno di inizio del ciclo mestruale e la durata complessiva.

Come fare il calcolo

Calendario

Il ciclo mestruale, mediamente, dura tra i 26 e i 28 giorni sebbene in alcune donne può protrarsi anche fino al 36esimo giorno. Il conteggio dei giorni deve comunque iniziare il primo giorno di comparsa delle mestruazioni in corrispondenza dell’inizio della fase follicolare. La maturazione dell’ovocita viene portata a compimento intorno al 14esimo giorno con la discesa della cellula uovo nelle tube di Falloppio: è proprio questo momento che segna l’inizio dei giorni fertili, spesso ridotti a due ma di durata variabile, proprio perché il ciclo varia da donna a donna. L’ovocita, infatti, sopravvive nella tuba per circa 24 ore e proprio in questo periodo può avvenire la fecondazione. Solitamente, tuttavia, per calcolare il periodo fertile si prendono in considerazione anche i tre o quattro giorni che precedono la data di ovulazione calcolata in base all’arrivo delle mestruazioni. In definitiva, i giorni fertili cadono dal 12simo al 14esimo giorno dopo la fine dell’ultima mestruazione.

Metodi naturali

Test di gravidanza

Per individuare i giorni fertili e capire quando cade l’ovulazione è anche possibile utilizzare alcuni metodi naturali, potenziando in questo modo le possibilità di concepimento. È necessario riconoscere alcuni segnali che il corpo femminile invia e soprattutto verificare specifici cambiamenti a livello della temperatura basale e del muco cervicale.

Il muco prodotto dalla cervice non ha la medesima consistenza durante tutto il ciclo, diventando denso e viscoso circa sei o sette giorni prima dell’ovulazione. Analizzando attentamente il muco, in prossimità dell’ovulazione diventa molto filamentoso tanto da allungarsi anche di alcuni centimetri se tenuto tra le dita.

Anche la temperatura basale varia a seconda della fase del ciclo in cui ci si trova, alzandosi e rimanendo elevata dopo l’ovulazione e, al contrario, abbassandosi nei giorni successivi. È importante misurarla ogni giorno al mattino prima di alzarsi e annotarla per capirne l’andamento, individuarne eventuali picchi e imparare a riconoscere le variazioni individuali. Solo per fare un esempio, nei giorni che precedono l’ovulazione la temperatura è solitamente intorno ai 36.3 gradi e i 36.7 gradi, aumentando progressivamente fino a raggiungere e superare i 37 gradi in seguito all’ovulazione.

Sintomi dell’ovulazione

Il periodo fertile, e quindi l’ovulazione vera e propria, si manifestano con una serie di sintomi che variano da donna a donna e che possono rappresentare segnali utili per tentare il concepimento:

  • sensazione di tensione al seno;
  • gonfiore addominale;
  • aumento del desiderio sessuale;
  • ansia e nervosismo dettati dai comuni sbalzi ormonali.

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