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Cambiamenti climatici: auto inquinanti esportate in Africa

Cambiamenti climatici: auto inquinanti esportate in Africa

Fonte immagine: Unsplash

Il mercato delle auto usate alimenta i cambiamenti climatici: la maggior parte delle vetture esportate in Africa hanno più di 20 anni.

Milioni di vecchie e inquinanti auto vengono ogni anno esportate dai Paesi occidentali all’Africa, contribuendo così ai cambiamenti climatici. È quanto rivela un nuovo e preoccupante report delle Nazioni Unite, nel sottolineare come questo mercato stia danneggiando l’ambiente impedendo un processo di riduzione delle emissioni.

La maggior parte delle vetture che quotidianamente arrivano in Africa provengono da Europa, Giappone e Stati Uniti. Non più libere di circolare in queste zone, per l’introduzione di leggi più rigide sulle emissioni, tornano a circolare nei Paesi meno ricchi.

Cambiamenti climatici e auto: la crisi africana

Solo tra il 2015 e il 2018 sono stati 14 i milioni di vecchie automobili tornate su strada in Africa. Vendute a basso prezzo da Europa, Stati Uniti e Giappone a concessionari locali, per evitare l’onere della rottamazione, spariscono dai luoghi d’origine per ricomparire sulle sempre più trafficate strade africane.

Di tutte queste vetture, più dell’80% non rientra più nei limiti minimi imposti dai Paesi d’origine per ridurre le emissioni. E così, anziché essere rottamate e dismesse, tornano a inquinare in altri luoghi del mondo. Solo il Nigeria, ad esempio, più di un quarto delle automobili importate e in circolazione ha più di 20 anni.

A confermare questi dati è l’UN Environment Programme (UNEP), il programma ambientale delle Nazioni Unite. Dal report emerge come il mercato delle auto usate stia approfittando di quelle nazioni dove le normative ambientali sono più lasche, per generare un commercio a dir poco pericoloso per la salute umana e la sostenibilità ambientale.

Servono nuove leggi

Il problema non è di facile risoluzione, poiché la domanda di automobili nel continente africano è in nettissima crescita. Con il miglioramento delle condizioni di vita in molti stati, e l’avvio di business di successo, sempre più persone optano per un’auto di proprietà. I nuovi modelli appaiono però eccessivamente cari per il costo della vita locale e, così, moltissimi guidatori scelgono vecchie soluzioni usate d’importazione.

Ad alimentare questo commercio è soprattutto l’assenza di misure stringenti sull’inquinamento dovuto al traffico stradale, un fatto che contribuisce ai cambiamenti climatici. Così come spiega l’UNEP, sono almeno 136 le nazioni mondiali che non dispongono di precise normative per ridurre la produzione di smog e gas serra o, quando ci sono, risultano “deboli” o “molto deboli”. Così ha spiegato Rob de Jong, portavoce dell’Unep:

Quello che possiamo dire è che, di quei 14 milioni di veicoli, circa l’80% non sarebbe idoneo alla circolazione su strada e non rispetta gli standard di emissioni Euro 4, introdotti nel 2005. Questo vuol dire che, di quei veicoli, la quasi totalità emette molto di più rispetto agli standard minimi.

Servono quindi nuove leggi nei luoghi d’approdo, così come una collaborazione internazionale per calmierare i listini, affinché anche in Africa circolino vetture più sostenibili. Basti pensare come in Uganda l’età media di un’auto importata sia di 20-25 anni.

Fonte: BBC

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