Arance: tutte le varietà

Arance: tutte le varietà

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Le arance sono fra gli agrumi più amati: ecco le principali varietà, sia per il gruppo delle arance bionde che per quello delle rosse.

All’interno del nutrito universo degli agrumi, le arance rappresentano di certo la scelta più amata dai consumatori. Grazie al loro gusto intenso, dissetante e rinfrescante, questi frutti vengono consumati per gran parte dell’anno, anche se con più frequenza dall’autunno all’inverno inoltrato. Inoltre, le arance possono essere considerate un perfetto alleato di prima linea per il rafforzamento dell’organismo, poiché ricche di vitamine C: un elemento essenziale per il buon funzionamento del sistema immunitario. Poiché coltivate perlopiù in Italia, in particolare nelle regioni meridionali, assicurano inoltre un consumo amico dell’ambiente: approfittare di produttori locali, possibilmente a chilometro zero, permette di limitare le emissioni in atmosfera dovute al trasporto. Ma quali sono le principali varietà?

Prima di cominciare, è utile ricordare come delle arance esistano le più svariate tipologie, tanto che elencarle tutte potrebbe risultare impresa assai ardua. Di seguito, una prima classificazione in base al colore e al sapore, seguita dalle varietà più amate dai consumatori.

Arance: colore e sapore

Arance

Come poc’anzi accennato, la prima distinzione nelle varietà avviene in base al colore della polpa, con la creazione di due grandi gruppi. Quello delle arance bionde, così come suggerisce il nome, include tutte le tipologie dalla polpa chiara, ovvero tendente al giallo oppure all’arancione. Nel gruppo delle arance rosse, invece, rientrano tutte le varietà dalla polpa visivamente intensa, spesso di un rosso molto acceso. La differenza cromatica è dovuta principalmente al tipo, e soprattutto alla quantità, di antociani contenuti.

Una seconda distinzione generica avviene, inoltre, in base al sapore tipico dei vari esemplari. Le arance dolci, normalmente di origine asiatica ma oggi coltivate anche nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, rappresentano le più comuni sul mercato: possono essere consumate fresche, spremute per ottenere il succo oppure come ingrediente per arricchire ricette sia dolci che salate. Le arance amare, di origine araba ma anch’esse oggi coltivate in tutti i luoghi dal clima mite, vengono invece principalmente impiegate nell’industria alimentare, in quella farmaceutica e nella produzione di liquori.

Arance: le varietà più comuni

Arancia rossa

Sul mercato è oggi possibile trovare le più disparate varietà di arance, appartenenti sia alla tipologia bionda che a quella rossa. A seconda dell’intensità della colorazione della polpa, ma anche della loro grandezza, possono offrire un gusto più dolce o più tendente all’acido, moltiplicandone quindi gli usi. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le principali alternative in commercio sono egualmente adatte sia al consumo fresco che alla produzione di spremute.

Tra le più gettonate varietà di arancia bionda, si elencano:

  • Washington Navel: dalla buccia di un arancione molto intenso, e dalle forme certamente importanti, questa arancia è consumata soprattutto nei mesi iniziali dell’anno. È perfetta per le spremute, grazie al gusto dolce che non infastidisce il palato, e la si riconosce per la presenza di una piccola protuberanza alla base, una sorta di ombelico così come suggerisce il nome inglese;
  • Navelina: sempre dotata di un piccolo ombelico, questa varietà è lievemente più piccola della Washington, pur mantenendo proprietà gustative e nutrizionali molto simili. Molto dolce, e dal tasso di acidità ridotto, è spesso suggerita sia per le spremute che per il consumo fresco;
  • Ovale: molto celebri e richieste, soprattutto se provenienti dalla Sicilia, queste arance presentano una polpa di un intenso giallo, nonché un sapore dolce e persistente sul palato. Dal consumo più primaverile, sono adatte a qualsiasi scopo culinario, dal consumo fresco all’aggiunta alle ricette;
  • Vaniglia: dal gusto molto delicato, e praticamente prive di fastidiosi semi, hanno una bassissima acidità e, per questa ragione, non determinano disturbi a livello di stomaco;
  • Newhall: dalla forma ovale e dalla polpa chiara, questa varietà è apprezzata sia per l’assenza di semi che per una ridotta acidità, nonché per un gusto non eccessivamente dolce;
  • Valencia: sempre priva di semi, è molto amata per il suo grande apporto di succo, una caratteristica che rende questa arancia una soluzione perfetta per le spremute.

Fra i più comuni esemplari della famiglia delle arance rosse, invece, si trova:

  • Tarocco: dalle dimensioni abbastanza importanti, e quasi completamente prive di semi, si riconoscono per la polpa di intenso colore rosso, spesso anche striata. Possono essere consumate fresche, in spremuta o come ingrediente per varie ricette;
  • Moro: sempre rossa e dalle forme ovali, questa arancia è soprattutto consumata tra la fine dell’anno e l’inizio di quello successivo, quando raggiungono piena maturazione;
  • Sanguinello: dalla polpa di intenso e brillante colore rosso, queste arance non risultano eccessivamente dolci, poiché tra le più ricche di acido citrico. Non ultimo, si tratta di una varietà ricca di succo.

L’elenco delle arance è molto più nutrito, poiché esistono altre varietà e sottospecie molto gettonate dai consumatori. Tra le bionde si ricordano Thompson, Belladonna, Golden Buckeye e molte altre. Per le rosse, invece, è doveroso segnalare la presenza delle arance rosse di Sicilia, un marchio IGP, coltivate secondo uno specifico e rigido disciplinare. Fra le arance IGP si annoverano moltissime tipologie, sempre appartenenti ai tre grandi gruppi delle tarocco, moro e sanguinello.

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