Greenstyle Animali invasori che minacciano l’ambiente

Animali invasori che minacciano l’ambiente

Animali invasori che minacciano l’ambiente

L’Italia è una nazione ricca di animali e insetti autoctoni, ma negli ultimi anni si è registrata una crescita di esemplari provenienti dall’estero, considerati pericolosi. La loro presenza sta incidendo sulla sopravvivenza della fauna appartenente al territorio, ma anche delle piante e sulla salute dell’ecosistema dello Stivale. In particolare, ne sono stati individuati dieci in grado di stravolgere i bioritmi delle regioni italiane, agendo come invasori e conquistatori di un ambiente nuovo.

La Lombardia, ad esempio, può vantare più di 23.000 specie che ne arricchiscono l’habitat e la bellezza. Ma da tempo è stata ingaggiata una vera e propria lotta contro quelli che sono considerati veri usurpatori del territorio. Insetti e animali all’apparenza innocui, ma in grado di determinare le sorti di un’intera regione, stravolgendo così le biodiversità originarie e la loro longevità.

Insetti infestanti

Popillia Japonica
Fonte: Japanese Beetle (Popillia japonica) via Wikipedia

Tra i più temuti c’è la Popillia Japonica, un coleottero appartenente alla famiglia degli Scarabeidi di origine giapponese, in grado di infestare e distrugge prati, piante anche da frutto e decorative. Si sta diffondendo in modo rapido in buona parte del mondo e anche in Italia. Ma non è sola perché da tempo anche il tarlo asiatico, o Anoplophora chinensis malasiaca, sta incidendo con la sua presenza in particolare in Lombardia, dove agisce su piante ornamentali da vivaio e latifoglie. Nota come cinipide del castagno o cinipide galligeno del castagno, oppure più comunemente come vespa del castagno, è in grado di agire sulle foglie e germogli delle piante creando dei rigonfiamenti, causando uno stop della loro crescita e una riduzione della produzione dei frutti. La sua vittima preferita è appunto il castagno, dove si annida creando dei rigonfiamenti, o galle, per completare il suo ciclo vitale. La diabrotica del mais è un insetto originario dell’America le cui larve risultano infestanti per le radici degli alberi, limitandone l’assorbimento di acqua, nutrimento e crescita. Mentre l’insetto attacca i fiori riducendo la loro riproduzione.

Animali pericolosi

Scoiattolo grigio nordamericano
Fonte: Markeaton Park squirrel via Wikipedia

Non solo insetti, ma anche e principalmente animali infestanti come ad esempio il pesce siluro, una specie ittica di grandi dimensioni originaria dell’Europa orientale introdotto da mezzo secolo anche in Italia. È un grosso predatore in grado di cibarsi di pesci vivi ma anche morti, vermi, larve, girini e tutto ciò che anima il fondale di un fiume, desertificandolo al contempo. Al suo fianco la testuggine dalle orecchie rosse, un esemplare molto attento, curioso e anche aggressivo originario della Florida, in grado di vivere in acqua dolce. Lo scoiattolo grigio nordamericano, noto anche come scoiattolo grigio orientale, è stato introdotto in habitat differenti dalla zona americana prevaricando le specie d’origine come il più piccolo Sciurus vulgaris. In Italia la sua presenza è concentrata nella zona del Piemonte, della Liguria e della Lombardia, dove risulta dannoso per le coltivazioni e per la salute degli alberi.

Il gambero della Louisiana, dal corpo robusto e rossastro, vive nelle acque dolci a lento scorrimento, ma anche paludi, risaie, laghi e stagni costieri salmastri. Sa adattarsi alle correnti più fredde oppure alla mancanza d’acqua, scavando profonde tane nel letto dei canali e provocando danni importanti. Si riproduce in modo veloce determinando l’estinzione delle specie d’origine. È considerato un crostaceo alieno e se ingerito risulta tossico. La lista dei nemici contempla anche la minilepre (Silvilago orientale) introdotta a scopo venatorio, la cui riproduzione sta incidendo sul numero degli esemplari autoctoni. Infine la nutria, al centro di molti dibattiti, è un grosso roditore che può arrivare fino a 10 chilogrammi di peso originario dell’America del sud. Introdotta per la sua pelliccia, è stata quindi rilasciata in natura invadendo i corsi d’acqua del centro e del nord Italia. Può provocare danni alla vegetazione ma anche alle specie locali.

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