Combattere l’effetto serra grazie a una sorta di “vulcano artificiale” che scaglia particelle riflettenti nella stratosfera. Non è la trama di un nuovo romanzo di fantascienza, ma il progetto al quale stanno lavorando dei ricercatori delle prestigiose università britanniche di Oxford e Cambridge.

L’idea è quella di replicare l’effetto naturale di raffreddamento del Pianeta causato dalle emissioni di ceneri durante le eruzioni vulcaniche. Per riuscirci, gli scienziati prevedono di sospendere a circa 20 chilometri di altezza una gigantesca mongolfiera (grande almeno quanto lo stadio di Wembley) che, grazie a un tubo collegato con la superficie terrestre, emetterà in atmosfera delle particelle riflettenti.

Le sostanze “eruttate”, una volta disperse nella stratosfera, dovrebbero riuscire a riflettere la luce solare in arrivo, contrastando sul nascere l’effetto serra e permettendo il raffreddamento del pianeta. L’idea sembra davvero molto fantasiosa, ma l’autorevole Royal Society, evidentemente convinta della bontà del progetto, ha deciso di finanziare la prima fase della sperimentazione.

Tra poche settimane, dunque, inizieranno i test di lancio, che a partire da ottobre permetteranno agli scienziati di spedire in atmosfera un pallone aerostatico di dimensioni decisamente inferiori a quello definitivo. La mongolfiera di prova, inoltre, sarà posizionata ad appena un chilometro di quota, ed espellerà soltanto acqua.

Solo se i primi esperimenti daranno effetti positivi si potrà continuare la sperimentazione, in attesa di posizionare nel cielo il vero e proprio vulcano sintetico. Intorno al progetto, comunque, rimane un certo scetticismo. Nonostante l’autorevolezza dei soggetti coinvolti, infatti, le principali associazioni ambientaliste del Regno Unito non sono affatto convinte che quella della mongolfiera gigante sia un’idea efficace.

Friends of the Earth, in particolare, teme che l’iniziativa non si riveli soltanto inefficace, ma finisca col creare al clima danni maggiori di quelli che pretenderebbe di riparare. Per questo, visto anche il costo della sperimentazione, i gruppi ecologisti chiedono di destinare le risorse previste a progetti più tradizionali, come la riduzione delle emissioni di gas serra e la promozione delle fonti energetiche rinnovabili. Tra un mese, comunque, partiranno i primi esperimenti. Solo allora si potranno azzardare delle valutazioni sull’efficacia del pallone aerostatico salva clima.

12 settembre 2011
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