Il 21 agosto scorso è stata inaugurata nell’isola di Hawaii, la più grande opera ad energia talassotermica al mondo. Si tratta di un processo definito Ocean Thermal Energy Conversion (OTEC), che sfrutta il gradiente termico dell’oceano, ovvero la differenza di temperatura esistente tra le acque superficiali e quelle profonde.

A realizzare l’opera è stata la Makai Ocean Engineering, una società locale che si occupa anche di energie rinnovabili. L’impianto è stato realizzato presso il Natural Energy Laboratory of Hawaii Authority (NELHA) e sarà in grado di produrre 100 kW di potenza in modo sostenibile, una quantità sufficiente per alimentare circa 120 case per un anno.

Quello che accade è che l’acqua calda superficiale, ad una temperatura di circa 25° C entra in un evaporatore, i vapori prodotti poi passano attraverso una turbina che produce elettricità che entra nella rete.

I vapori passano però anche attraverso un condensatore in cui avviene il contatto con l’acqua che proviene dalle profondità e che ha una temperatura di circa 5° C. In tal modo i vapori si condensano e ritornano liquidi, potendo così ritornare in circolo. Duke Hartman, vice presidente per lo sviluppo commerciale alla Makai, spiega che:

Circa il 70 della luce solare che arriva sulla Terra viene assorbita dagli oceani.

Molta di questa energia viene catturata dalla superficie degli oceani sotto forma di calore. In questo modo possiamo estrarre quell’energia 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e usarla quando vogliamo, senza bisogno di immagazzinarla.

Il governatore dell’isola di Hawaii David Ige ha espresso il proprio entusiasmo per il progetto:

Questo impianto fornisce un banco di prova di cui c’era davvero bisogno, per commercializzare la tecnologia di conversione dell’energia termica dell’oceano e sostenere l’innovazione, e serve come un trampolino di lancio per impianti più grandi che forniranno quantità significative di energia stabile e pulita alle Hawaii e ad altre località in Asia, nel Pacifico come ad esempio ad Okinawa nel prossimo futuro.

Oltre al vantaggio per l’isola di andare verso l’autonomia energetica ci sarà anche il beneficio derivante dal ricavato dell’energia immessa in rete, che andrà a finanziare ulteriormente la ricerca per lo sviluppo della tecnologia OTEC.

I costi per il momento sono ancora proibitivi perché diventi un sistema commercializzabile, ma gli esperti della Makai stanno lavorando per ridurli e sono convinti che questa fonte di energia potrebbe essere importante per creare una rete stabile di energie rinnovabili.

2 settembre 2015
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