Smart grid: teleriscaldamento dal calore dei frigoriferi

Smart grid: teleriscaldamento dal calore dei frigoriferi

Fonte immagine: Refrigerator | Shutterstock

L'EURAC di Bolzano lavora a una nuova rete di teleriscaldamento e teleriscaldamento che sfrutta il calore dei frigoriferi.

I costi del riscaldamento degli edifici e dell’acqua sanitaria potrebbero ridursi fino all’80% grazie a una nuova rete di teleriscaldamento allo studio dell’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC di Bolzano. Il progetto di ricerca, denominato FLEXYNETS, è stato finanziato nell’ambito del programma europeo Horizon 2020 con un fondo di 2 milioni di euro.

La nuova tecnologia permetterà di abbattere anche i costi del raffrescamento degli edifici, tagliando i consumi di energia elettrica del 40% nei mesi estivi. Come illustrano i curatori del progetto, il punto forte della nuova rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento è il funzionamento a basse temperature, dai 10°C ai 20°C. Una caratteristica che permette di sfruttare il calore di scarto in atmosfera di frigoriferi e di altri macchinari industriali.

I sistemi tradizionali lavorano invece a una temperatura di 90°C e necessitano di un collegamento a centrali di cogenerazione termoelettrica o termovalorizzatori. Un ulteriore vantaggio della nuova rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento è un alto livello di efficienza energetica dovuto alla bassa dispersione di calore del sistema.

La nuova tecnologia potrebbe affiancarsi a quelle esistenti, con un notevole risparmio sulla bolletta energetica e una consistente riduzione delle emissioni di gas serra. Come illustra Roberto Fedrizzi, a capo del progetto FLEXYNET, l’adozione della nuova rete di teleriscaldamento e teleriscaldamento in tutta Europa permetterebbe di tagliare le emissioni di C02 di ben 5 milioni di tonnellate da qui al 2030:

Il sistema permetterà di sfruttare insieme al calore generato dai termovalorizzatori anche quello prodotto da processi diffusi nel tessuto cittadino e solitamente scartato.

Per vedere la nuova tecnologia all’opera bisognerà aspettare il 2017, quando inizieranno i primi test di una mini-rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento presso un apposito laboratorio installato nel parco tecnologico di Bolzano.

Superata la fase sperimentale si passerà alla promozione della tecnologia. Per favorire l’adozione della nuova rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento e la sua corretta integrazione nei sistemi tradizionali già presenti nelle città saranno previsti degli incentivi. Le amministrazioni locali potranno inoltre contare sul supporto tecnico di un gruppo di esperti di teleriscaldamento.

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