Il 2015 sarà l’anno sistemi di accumulo che riusciranno a risollevare il settore elettrico italiano. A prevederlo è l’associazione ANIE Energia, che si aspetta un aumento del fatturato del 20% rispetto al 2013, dopo un 2014 ancora a due marce: una prima metà faticosa e una seconda metà nella quale si intravedono segnali di ripresa.

Le previsione si basano un una indagine svolta dalla stessa ANIE su un campione rappresentativo di imprese del settore. La ricerca ha analizzato le prospettive e i trend del mercato italiano di sistemi di accumulo, degli inverter fotovoltaici (connessi alla rete e integrati con sistemi di accumulo) e delle colonnine di ricarica delle auto elettriche. Commenta Matteo Marini, Presidente di ANIE Energia:

Negli ultimi anni il settore dell’energia è stato caratterizzato da un importante percorso di trasformazione tecnologica che ha portato alla messa a punto e all’ingresso nel mercato di soluzioni innovative, più efficienti e sostenibili. In altri termini, l’innovazione tecnologica ha aperto nuove frontiere del mercato, rendendo possibili applicazioni e impieghi inediti fino a pochi anni prima.

È questo, ad esempio, il caso della mobilità elettrica che sta modificando il paesaggio urbano o dei sistemi di accumulo che offrono un contributo importante all’efficientamento dei flussi energetici nella rete, nell’ottica di implementazione delle smart grid. In questi ambiti le imprese italiane rappresentate da ANIE sono già da tempo espressione di un’offerta ad alto contenuto innovativo e tecnologico.

Per quanto riguarda le colonnine di ricarica la situazione è quella più complessa, secondo lo studio infatti:

Le stime al rialzo, comunque, non cancellano la difficile congiuntura nel mercato nazionale. ANIE sottolinea che la crisi e la conseguente debolezza della domanda interna stanno avendo ripercussioni gravi anche sull’eccellenza del Made in Italy tecnologico.

Scarica > Scheda-Stampa-Indagine-ANIE-Energia-febbraio-2014_finale

14 marzo 2014
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I vostri commenti
Nicola Spano', domenica 22 giugno 2014 alle11:40 ha scritto: rispondi »

Volevo dire qualche cosa sui sistemi di accumulo a FLUSSO. Non si tratta di una novità assoluta in quanto derivano dagli accumulatori al vanadio dove si sfrutta la notevole variazione del numero di ossidazione di questo "vanitoso" e costoso elemento metallico. Tuttavia il trucco consiste nell'utilizzo di una redox dove all'anodo è posta la coppia chinone/idrochinone ed al catodo la coppia in ambiente acquoso bromo/bromuro. Inoltre nel sistema a flusso le soluzioni o se vogliamo gli scomparti anodico e catodico sono mantenuti separati dal luogo in cui avviene la reazione redox. Le soluzioni dei due scomparti vengono "flussati" tramite dei compressori nel luogo in cui si trovano gli elettrodi SOLIDI in questo caso probabilmente costituiti entrambi di grafite (dico probabilmente perchè è possibile che il tutto sia in fase di brevetto). Quello che si sa è che la reazione spontanea: (FASE DI SCARICA) idrochinone+ Bromo = chinone + acido bromidrico è veloce e reversibile anche se allo stato standard produce appena 0,387 Volt. Questo problema è superato in quanto è possibile costituire il comparto in cui avviene la reazione da almeno 100 celle in serie generando circa 40 Volt. Viene chiamata anche cella a flusso al rabarbaro in quanto è risaputo che i chinoni si possono derivare dalle radici di tale pianta.

Angela Pensword , lunedì 17 marzo 2014 alle19:58 ha scritto: rispondi »

Accumulare l'energia prodotta, ancora meglio se con fonti rinnovabili ed eco-sostenibili, permetterà di risparmiare. L'importante però sarà non creare altro inquinamento con gli accumulatori, sia in fase di produzione e sia in fase di smaltimento. Mi sono spesso chiesta perché non dotare gli impianti dei pannelli solari anche di accumulatore. Quando l'ho chiesto ad un professionista del settore mi ha risposto che gli accumulatori sono ancora molto indietro come tecnologia. Secondo me purtroppo c'è anche una dose di interesse che come al solito rallenta le cose. Comunque, arrivare presto ad essere il più possibile autosufficienti con l'energia, ed anche casa per casa, sarebbe una cosa buona. Speriamo che gli accumulatori si sviluppino molto velocemente, e non solo per trainare la ripresa del settore elettrico, ma per fare costare meno l'energia, ed in modo comunque meno inquinante. Sarà? ...

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