Ha rivoluzionato i metodi di conservazione degli alimenti, aumentandone la sicurezza e la durata nel tempo. Il tetrapak, un tipo di confezionamento prodotto dall’omonima azienda Tetra Pak, è uno degli incarti più diffusi al mondo. Non tutti sanno, però, come questo prodotto nasca con intenzioni anche e soprattutto ambientali: ogni sua parte, infatti, può essere facilmente riciclata. Ma dove buttare i contenitori in tetrapak e che fare con la raccolta differenziata?

Si sono già viste in un precedente articolo le caratteristiche principali del tetrapak, nonché la sua composizione. Di seguito, un nuovo excursus sulle caratteristiche, l’inclinazione al riciclo e le principali modalità di smaltimento. Va da sé, tuttavia, come le tipologie di raccolta possano variare a seconda delle varie amministrazioni comunali, di conseguenza sarà importante chiedere informazioni a livello locale prima di procedere.

Tetra Pak: origini e riciclo

Il tetrapak rappresenta una famiglia di contenitori, ideati negli anni ’40 del secolo scorso e largamente utilizzati per preservare cibi sia freschi che a lunga conservazione. Adatte al mantenimento delle proprietà degli alimenti sia a temperatura ambiente che in frigorifero, le confezioni in tetrapak hanno trovato largo impiego per prodotti come latte, succhi di frutta, passate di pomodoro, salse, verdure e molto altro ancora. Le principali caratteristiche di pregio derivano da una conservazione a lunga durata completamente asettica, poiché questi contenitori isolano sia dalla luce che dagli altri agenti atmosferici che potrebbero favorire la proliferazione di batteri, ma anche dalla solidità, la facilità di trasporto e l’alta riciclabilità.

Sviluppato dallo svedese Ruben Rausin, il primo pacco in tetrapark – il Tetra Classic – apparve sul mercato nel 1952, a seguito della fondazione l’anno precedente dell’omonima azienda Tetra Pak. Il nome nasce ovviamente dalla forma delle confezioni, dei tetraedri di varie dimensioni, e negli anni ne sono stati lanciati i più svariati formati, come il Tetra Brik e molti altri ancora.

La composizione del tetrapak lo rende, come già accennato, un prodotto altamente riciclabile. Si tratta infatti di un materiale poliaccoppiato, comporto per la maggior parte da carta, dall’elemento plastico polietilene e da sottilissimi fogli di alluminio. Tutti e tre questi elementi possono essere facilmente recuperati e, di conseguenza, riutilizzati. La parte cellulosica, separata dalla confezione tramite processi industriali, può essere scelta per il riciclo nel mercato della carta, quindi per la creazione di cartone, rotoli da cucina, fazzoletti assorbenti, sacchetti e molto altro ancora. Non ultimo, le sostanze cellulosiche possono anche essere trattate per la trasformazione in compost. I materiali plastici vengono recuperati per ottenere oggetti di uso comune, dai vasi agli utensili per la casa, mentre l’alluminio per create contenitori, strumenti per la cottura, carta argentata da forno e molto altro ancora. È un circolo virtuoso, quello del recupero del tetrapak, considerato come nel 2014 siano state per 22.700 le tonnellate di confezioni recuperate in Italia, un dato costantemente in forte crescita.

Tetra Pak e raccolta differenziata

Tetra Pak è un’azienda da sempre molto attenta al rispetto della natura e dell’ambiente, per questo sceglie processi produttivi pensati per minimizzare l’emissione di CO2 e di altri inquinanti in atmosfera, e avvia piani di compensazione per l’energia e l’anidride carbonica determinati dalla produzione stessa. Fra i tanti obiettivi vi è anche quello del riciclo, con 651.000 tonnellate di confezioni recuperate a livello globale nel 2014, con un target di almeno il 40% di tutto il tetrapak in circolazione entro il 2020.

Per raggiungere questo scopo, l’azienda offre aiuto e investe nel mercato dei materiali riciclati, supportando le infrastrutture per la raccolta differenziata, nonché avviando campagne informative per i consumatori, affinché siano sempre consapevoli della possibilità di riciclo completo delle loro confezioni.

Sebbene il tetrapak venga riciclato in tutta Italia, le modalità di raccolta variano da comune a comune, a seconda delle decisioni delle amministrazioni locali. In alcuni luoghi, ad esempio, il tetrapak può essere buttato nel sacchetto della plastica, in altri in quello della carta e così via. In ogni caso, utile sarà separare gli eventuali tappi, questi da gettare nel normale contenitore per la plastica. Fortunatamente, l’azienda ha lanciato il portale TiRiciclo, con una mappa interattiva del territorio dello Stivale, così da apprendere le modalità città per città.

30 luglio 2016
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