I pomodorini a grappolo sono un ortaggio decisamente diffuso nella cucina italiana, impiegato soprattutto per arricchire le insalate o come gustoso contorno. Il nome non è altro che una definizione generica di un grande insieme, dove rientrano alcune varietà dalle simili caratteristiche estetiche, come i ciliegino e i Pachino IGP. Ma come coltivarli in orto o, nei periodi più freddi dell’anno, in vaso?

Come già accennato, i pomodori a grappolo trovano grande successo nell’orto domestico poiché, con qualche accortezza, potranno essere coltivati quasi tutto l’anno. Nelle stagioni fredde, infatti, si privilegia la crescita in vaso e indoor, così da averne sempre a disposizione delle piccole quantità. In ogni caso, è sempre utile vagliare il parere del proprio negozio di botanica o di semenze di fiducia, per verificare la compatibilità del luogo di residenza con la crescita di questi gustosi ortaggi.

Cosa sapere prima di coltivare i pomodorini a grappolo

Pomodorini

Cherry tomatoes and basil via Shutterstock

I pomodorini a grappolo sono una varietà della comune Solanum lycopersicum, una pianta annuale appartenente alle Solanaceae, di cui si consumano le bacche di intenso colore rosso. Anziché produrre pomodori dalle dimensioni classiche, queste varietà regalano degli esemplari di ridotta presenza, solitamente raggruppati in grappoli sulla pianta. Quest’ultima si presta particolarmente alla coltivazione sia in vaso che in orto e, all’interno della dieta mediterranea, i pomodorini vengono sfruttati per le più svariate ricette, sia impiegati freschi che tramite cottura.

Come già accennato, le necessità climatiche sono simili a quelle comuni per tutte le varietà di pomodoro. La pianta predilige un clima temperato e può essere coltivata in tutta Italia, anche se trova il suo luogo d’elezione nelle aree più a Sud dello Stivale. Può comunque adattarsi anche a temperature meno elevate, mentre fatica con quelle troppo fredde: difficilmente l’ortaggio sopravvive al di sotto dei 10 gradi. L’esposizione è di norma solare, anche se una mezz’ombra potrebbe essere consigliata nelle giornate più afose dell’anno.

Il terreno preferito è quello a medio impasto e ben drenato, sebbene i pomodorini a grappolo possano comunque adattarsi a diverse tipologie di dimora, anche a terricci più sassosi. Per ottenere un gran raccolto, utile sarà provvedere a una generosa fertilizzazione, in particolare con concimi organici quali il compost.

Pur non amando i ristagni d’acqua, le necessità d’annaffiatura sono mediamente importanti. Il pomodorino a grappolo preferisce, infatti, dei terreni sempre lievemente inumiditi, per un apporto costante e quotidiano soprattutto nei momenti più caldi dell’anno. Bisogna evitare gli eccessi, però, perché potrebbero favorire la comparsa di funghi e muffe.

Coltivazione in vaso e in orto

Pomodorini

Cherry Tomatoes via Shutterstock

I pomodorini a grappolo trovano il loro luogo d’elezione nell’orto, anche se sovente vengono coltivati in vaso, anche a livello domestico. Non a caso, si tratta di uno degli ortaggi più frequentemente ospitati in casa, anche con pochi esemplari da cui attingere di tanto in tanto, poiché la coltivazione indoor ne permette il consumo in autunno e in inverno.

In ogni caso, la predisposizione sia del vaso che della dimora esterna è molto importante. Sul fondo del contenitore andrà inserito un letto di ghiaia e cocci, per favorire il deflusso dell’acqua e impedire la formazione di ristagni. Si riempie tutto, quindi, con del terreno a medio impasto precedentemente fertilizzato, anche con compost. In giardino, prima della coltivazione sarà utile una blanda opera di vangatura, per permettere alle sostanze nutritive di distribuirsi uniformemente e in profondità.

La coltivazione avviene direttamente dal seme o, secondo una modalità ben più diffusa, tramite il trapianto di piantine d’acquisto. Qualora si procedesse per seme, si dovrà fare ricorso al semenzaio, agendo a spaglio e ricoprendo il tutto con un sottile strato di terriccio. Questa operazione, che viene solitamente portata a termine in primavera, verrà seguita dal diradamento per eliminare i germogli più deboli, quindi con il trapianto in dimora definitiva quando le piantine avranno raggiunto i 10-15 centimetri d’altezza. Qualora la coltivazione fosse in serra o in casa, si potranno sfruttare anche le settimane tiepide dell’autunno, purché sussista un’adeguata esposizione solare. La crescita nei comuni vasi vede normalmente una sola piantina per esemplare, fatta eccezione per contenitori di grandi dimensioni, mentre in orto si tende a procedere per file, trapiantando circa due o tre piantine per metro quadrato. Utile sarà anche predisporre dei supporti in legno o in metallo a cui la pianta potrà appoggiarsi durante la crescita, così come anche la cimatura regolare, lasciando due o tre fusti per piantina. La raccolta, infine, avviene quando i pomodorini hanno raggiunto dimensioni adatte al consumo e la tipica colorazione rosso intenso.

Tra le pratiche di manutenzione ciclica, l’eliminazione delle erbacce e di altre piante infestanti, la pacciamatura nei periodi più freddi dell’anno, nonché il controllo regolare della presenza di parassiti o altre specie, tra cui gli afidi.

27 ottobre 2015
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