Dopo gli Stati Uniti, che hanno deciso di imporre dazi commerciali all’enorme quantità di pannelli fotovoltaici in ingresso dalla Cina, ora anche l’Europa potrebbe fare una mossa simile. Ma non subito, ci vorrà tempo. La mossa americana, che ha messo barriere doganali dal 35% al 250% del prezzo dei pannelli cinesi, ha infatti dato coraggio agli stremati produttori europei.

Che stanno fallendo a uno a uno: l’ultima, di una lunga serie, è stata la tedesca Sovello. Tra i sopravvissuti, però, si inizia a fare squadra perché serve mettere assieme almeno il 25% del mercato per chiedere ufficialmente provvedimenti alle autorità europee. Una percentuale molto più facile da raggiungere, ora che molti sono spariti dalla piazza.

A raccogliere le adesioni ci sta pensando un’altra tedesca: SolarWorld AG. L’azienda, all’indomani dei dazi americani, aveva salutato con favore la decisione:

SolarWorld AG apprezza la decisione preliminare del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti di imporre dazi antidumping sui prodotti solari importati dalla cina, un importante passo in direzione del ristabilimento di un’onesta concorrenza

A marzo, invece, era stata l’EPIA, l’Associazione Europea delle Industrie del Fotovoltaico, a chiedere apertamente che l’UE prendesse decisioni sulla concorrenza sleale cinese. E lo aveva fatto ricordando all’Europa che la Cina non può stare dentro l’Organizzazione Mondiale del Commercio continuando a beffarsi delle sue regole.

Adesso, a quanto pare, anche il Commissario europeo al Commercio, il belga Karel De Gucht, starebbe pensando a limitare le importazioni dalla Cina di celle e pannelli fotovoltaici. Si tratterebbe, però, solo di una delle tante vertenze antidumping attualmente aperte tra UE e Cina.

23 maggio 2012
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I vostri commenti
Birdtwentyone, mercoledì 30 maggio 2012 alle19:44 ha scritto: rispondi »

anche la Pramac, italiana quotata, è in liquidazione !

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