Il GSE ha chiesto a migliaia di produttori fotovoltaici italiani la restituzione dell’aggiornamento ISTAT delle tariffe incentivanti pari a 0,06 €/kWh. Le richieste sono pervenute tramite raccomandata ai proprietari di impianti fotovoltaici beneficiari del primo Conto Energia entrato in vigore nel 2006.

Il conto presentato ai proprietari di impianti da 50 kW è salato: circa 20 mila euro. I proprietari di un impianto fotovoltaico da 3 kW dovranno invece restituire circa 600 euro. Il GSE offre la possibilità di rateizzare l’importo richiesto e di pagare tramite compensazione degli incentivi percepiti. Un’opzione che non basta a rassicurare i titolari di impianti fotovoltaici. I produttori si ritroveranno a non percepire le tariffe incentivanti con cadenza regolare fino a maggio del 2017. A essere maggiormente penalizzati saranno i proprietari di impianti acquistati in leasing che non riusciranno a pagare le rate.

La richiesta di restituzione dell’adeguamento ISTAT avanzata dal GSE ha scatenato la protesta di assoRinnovabili. L’associazione dei produttori di energie rinnovabili ha deciso di sostenere i ricorsi al TAR degli operatori, ritenendo la restituzione illegittima e gravosa. AssoRinnovabili ricorda che il Consiglio di Stato ha annullato il decreto di abrogazione degli adeguamenti ISTAT, legittimando i produttori a percepire le somme.

In una nota l’associazione sottolinea inoltre che la richiesta del GSE rappresenta una palese violazione del principio di legittimo affidamento. Il presidente di assoRinnovabili Agostino Re Rebaudengo fa notare che gli operatori hanno già versato le imposte sulle somme erogate.

La restituzione dell’adeguamento ISTAT va ad aggiungersi alla penalizzazione subita dagli operatori a causa dello Spalma incentivi. L’associazione invita pertanto i soci a presentare ricorso contro la richiesta del GSE inviando una mail all’indirizzo segreteria@assorinnovabili.it entro e non oltre il 12 gennaio 2016.

Chi invece decide di pagare può decurtare dalla somma richiesta le tasse già versate sugli incentivi restituiti o rettificare le precedenti dichiarazioni fiscali. In alternativa è possibile inserire le somme versate nella prossima dichiarazione fiscale come sopravvenienze passive deducibili ai fini IRES. Gli esperti invitano i titolari di impianti fotovoltaici che hanno usufruito del primo Conto Energia a consultarsi con un legale e con il proprio commercialista per scegliere l’opzione più conveniente.

11 gennaio 2016
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