Com’era facile da prevedere, la pubblicazione dei risultati dei test indipendenti sull’E-Cat di Andrea Rossi ha provocato una serie di reazioni a catena.

Il primo ad accendere una specie di rissa mediatica è stato Magnus Olofsson, CEO di Elforsk, importante azienda svedese per la produzione di energia. Constatati gli incredibili risultati del test, ha concluso che la sua azienda avrebbe iniziato presto a condurre delle ricerche in proprio attorno al fenomeno delle LENR o, come viene definito dai profani, della fusione fredda.

La reazione piccata, sotto forma di articolo critico, non si è fatta attendere. La lettera firmata da Stephan Pomp, Göran Ericsson, Ane Håkansson dell’Università di Uppsala e Peter Ekström, professore emerito all’Università di Lund, e pubblicata sul giornale svedese Ny Teknik, esibisce un certo stupore per la rapidità con cui Olofsson si sarebbe lanciato su un terreno così minato. Perché, se è vero che i risultati sono incredibili, letteralmente incredibili dato che vanno contro le teorie scientifiche attualmente accettate:

Piuttosto che riscrivere i libri di testo, crediamo che sia il caso di investigare a fondo se non vi siano altre spiegazioni, più semplici.

Questo per evitare di investire i fondi per le ricerche in studi che potrebbero non portare a nulla. A tale presa di posizione ha risposto, col suo consueto stile colorito lo stesso Andrea Rossi:

Questi scienziati dimenticano che è stato registrato un eccesso di energia non riconciliabile con nessuna reazione chimica. Questo pure contrasta con 100 anni di esperienza. In un certo senso contrasta con le esperienze ufficiali degli ultimi 500 anni. Galileo rischiò di essere bruciato vivo perché contrastò 3 mila anni di conoscenza scientifica consolidata.

Rossi dunque insiste sul fatto che sono gli esperimenti ad aver dato risposte sorprendenti, non i professori che hanno condotto i test e che li hanno semplicemente riportati oggettivamente. L’ingegnere italiano sembrerebbe quindi non capire che tra le “spiegazioni più semplici”, i critici probabilmente immaginano l’ipotesi di una semplice e banalissima truffa. Accusa che non possono fare, ovviamente, troppo esplicitamente per evitare rischi di citazioni per calunnia.

Non per niente, tra le altre notazioni critiche fatte leggiamo che i professori che hanno svolto i test sarebbero per lo più pensionati e che l’Università di Uppsala non è in nessun modo ufficialmente connessa a questi test.

Sia come sia, questa “querelle” non è la sola reazione degna di nota alla pubblicazione. Robert Godes, sedicente inventore del reattore LENR Brillouin, ha salutato con favore la pubblicazione dei dati sui test, richiamando l’attenzione al fatto che essi siano compatibili con i dati della propria invenzione.

Chi dubita della parola di Rossi, difficilmente presterà attenzione a quanto dice Godes, ma per gli altri è sicuramente interessante leggere la sua analisi. Lungi dal fare solo complimenti, Godes si rammarica di come alcuni passaggi dell’esperimento avrebbero potuto essere condotti meglio, permettendo una più facile lettura dei fenomeni registrati. Una teoria completa sulle LENR sembra essere ancora lontana, sempre che, come sospettano i suddetti professori svedesi, non sia tutta una grande presa in giro.

13 ottobre 2014
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
dario, martedì 20 gennaio 2015 alle11:08 ha scritto: rispondi »

Ma progetto E-cat non è stato venduto da Rossi ad una azienda Americana che produce acqua calda (Industrial Heat LLC) per 11.5 M$?

vinci guerra, sabato 10 gennaio 2015 alle11:59 ha scritto: rispondi »

Mi sono chiesto più volte, a proposito di questa invenzione, se fosse vero che potesse funzionare o meno. Ormai sono anni che questa diatriba sul si e sul no va avanti, ma all’orizzonte si vede solo nebbia. La centrale da 1MW funziona, a detta del Sig. Rossi, ma quando ci si avvicina alla riproducibilità del fenomeno tutto va in stallo, per paura che funzioni veramente? Con conseguenti ritorsioni? Oppure perché ci sono carenze vere. Opinione mia personale è che il Sig. Rossi dovrebbe mettere in internet il suo progetto per intero, desegretandolo, come fece a suo tempo una dottoressa, della quale mi scuso ma mi sfugge il nome, che mise in internet, ad appannaggio di tutti, la sua scoperta sulla cura di una malattia fino allora incurabile. Questa scoperta della fusione a basse temperature, che va contro i più grandi interessi dei “signori della guerra”, rischia di fare la fine del generatore del Sig. Hendeshot, o le teorie del Sig. Nicolai Tesla e di molti altri sperimentatori di generatori elettrici con energie pulite, i cui ideatori, o furono indotti al suicidio, o isolati e ridotti in miseria, oppure tenuti sotto continua minaccia di morte per lui e i suoi familiari. E poi, il Sig. Rossi, sta commettendo lo stesso errore dei “signori della guerra”, monetizzare! In questo caso un bene che andrebbe a vantaggio dell’umanità, cosa che potrebbe comunque fare in seguito, ma dando a tutti modo di prenderne atto e, avendo i mezzi, di costruirsene uno, avendo così salva la sua vita e la sua anima per il riconoscimento che tutta l’umanità avrebbe nei suoi confronti, cosa non da poco. Rimarrebbe così il suo nome nella storia come benefattore dell’umanità al pari dei fratelli Wright, i fratelli Lumière, e molti altri che hanno contribuito a dare inizio a nuove ere tecnologiche. Auguro quindi al Sig. Rossi un momento di riflessione e che buon pro gli faccia.

Italo P., venerdì 12 dicembre 2014 alle22:34 ha scritto: rispondi »

Elettrochimici del CNR di Padova affermavano di attivita di neutroni a Bassa energia (neutroni termici ) che potevano essere coinvolti in quelle reazioni.Domanda : Data la difficoltà di rivelare queste particelle ,si è indagato su tale possibilità .(Magari con rivelatori di ultimsa generezione?- GRAZIE! P.I.

e.sodato, lunedì 17 novembre 2014 alle21:12 ha scritto: rispondi »

Certo .. Hera Eni ed Enel faranno un tweet che gli fara' chiudere la baracca , e togliere i finanziamenti alla ricerca ITER e DESERTEC pari a decine di miliardi.

mirko, domenica 16 novembre 2014 alle20:12 ha scritto: rispondi »

Valutazioni interessanti, ma che purtroppo lasciano il tempo che trovano, inutile speculare sul questo e su quello quando, intenzionalmente non vengono forniti gli elementi giusti sui quali valutare la veridicita delle parole di Rossi, e sembra che rossi prorpio punti a questo,quindi mi permetto di fare qualche considerazione: 1) tutti si arrovellano il cervello per capire quale possa essere il principio fisico del funzionamento di questo magico apparato: nulla di piu sbagliato: nel metodo scentifico che si basa prima su osservazione di un certo evento , definizione di ipotesi e poi sulla sua riproducibilita' in ambiente controllato la prima domanda da posi e' se funziona e non come funziona... si avra poi tutto il tempo del resto del genere mano per capirlo. 2)mi sembra un bel gioco classico da prestigiatori: tutti a puntare l'occhio sulla scatola segreta che non si puo aprire(il famigerato alimentatore),ma se c'e un trucco e quasi sicuramente c'e non e certo nella scatola chiusa ma dove meno l'occhio si sofferma sulla attenzione... e ancora Rossi sembra che punti su questo, come un bravo illusionista ci mette una scatola magica vuota, e la fregatura sta da tutta una altra parte possibilmente propio di fronte a noi, un esempio stupido: come erano calibrate le telecamere termiche? se si calibrano in maniera errata danno valori completabente sballati...da chi erano certificate? oppure: da dove proviene l'energia in eccesso? risposta: l'energia in eccesso poterbbe passare da qualsiesi parte: per esempio dal supposto metallico che sorreggeva il reattore, oppure piu ardiamente per induzione elettromagnetica anche se dubito in quanto troppo dispendioso da realizzare. ad ogni modo chi vivra vedra la sentenza ai posteri.

Lascia un commento