Dormire bene aiuta l’uomo a proteggersi dal tumore alla prostata. Questa la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston, il cui studio è stato presentato in occasione dell’American Association for Cancer Research-Prostate Cancer Foundation Conference on Advances in Prostate Cancer Research di San Diego (USA).

La chiave della protezione naturale offerta dal dormire bene è nella melatonina, un ormone che si sviluppa nelle ore notturne durante il riposo e i cui livelli sembrano essere inversamente proporzionali al manifestarsi di casi di tumore alla prostata in fase avanzata. Minore è il livello di questa componente e più alte saranno le possibile di riscontrare nell’uomo la patologia.

Nell’arco dei sette anni della sua durata lo studio condotto dai ricercatori USA ha coinvolto 928 uomini islandesi, ai quali è stato chiesto di riferire riguardo le loro abitudini del sonno e di sottoporsi a periodiche analisi delle urine per verificare i livelli di melatonina.

Dei 928 partecipanti in 111 hanno sviluppato forme di tumore alla prostata, tra questi in 29 hanno mostrato stadi avanzati della patologia. Sulla base delle analisi dei livelli di melatonina, affermano i ricercatori, lo studio ha evidenziato come coloro che avevano maggiori quantità di questo ormone nell’organismo riducevano il rischio di forme avanzate di circa il 75%. Come spiega la Dr.ssa Sarah Markt della Harvard School of Public Health:

La perdita di sonno e altri fattori possono influenzare la quantità di melatonina secreta dal corpo o bloccarla del tutto, inducendo disturbi alla salute associati ai bassi livelli di melatonina come sonno interrotto e alterazioni nel ritmo circadiano, incluso un potenziale fattore di rischio di cancro.

Serviranno tuttavia ulteriori studi, conclude la Dr.ssa Markt, per chiarire del tutto l’importanza del ruolo giocato dalla melatonina nell’attività di prevenzione del tumore alla prostata:

I nostri risultati necessitano di essere replicati, ma supportano l’implicazione della salute pubblica riguardo l’importanza di mantenere stabile il ciclo di luce-buio e sonno-veglia. Poichè i livelli di melatonina sono variabili ulteriori studi saranno necessari anche per assicurare l’effettiva entità del rapporto tra questo ormone e lo sviluppo e la progessione del tumore alla prostata.

20 gennaio 2014
I vostri commenti
Cosci stefano , domenica 26 gennaio 2014 alle17:02 ha scritto: rispondi »

Ho studiato per vari anni la melatonina in vari istituti italiani e esteri la sua àziôe dipende molto dal dosaggio e dalla êta del paziente un piu dalle condizioni calcifiche della epifisi la posologie vatia tra 2,5 e 3'5 mg mai. Dépasse i 4 mg puo essere associâta al magnesio o vari uccheri. Ma ne riducono la potenza perde tutta la sua efficacia se si associa al siéro de latte vaccino

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