Si sente parlare spesso, nell’ambito del fai da te e del bricolage, del cartongesso: un utile materiale edilizio, utilizzato soprattutto per gli interni. Ma quali sono le sue caratteristiche, quali gli usi principali e quando può risultare conveniente farvi ricorso?

Prima di cominciare, tuttavia, è bene sottolineare come l’uso e la posa del cartongesso debbano essere effettuate da personale esperto, soprattutto qualora si fosse alle prime armi con il bricolage. Spesso è possibile richiedere tutte le informazioni preliminari nei negozi di fai da te, ma anche nei grandi centri dedicati all’edilizia.

Cartongesso: cosa è

Il cartongesso, così come suggerisce il nome, è un materiale edilizio che prevede l’utilizzo di gesso racchiuso tra due lame o fogli di cartone. Questi ultimi fungono da armatura, tanto da conferire al materiale una buona resistenza.

Disponibile in composizione classica oppure con l’aggiunta di additivi e resine – per aumentarne la resistenza, renderlo ignifugo oppure idrofobo – il cartongesso ha avuto una velocissima diffusione nel corso del 900. La sua praticità nel campo edilizio, associata a costi di produzione e vendita mediamente contenuti, l’ha reso la soluzione ideale per chi desidera rinnovare gli spazi della casa, senza complessi interventi di muratura. Il cartongesso è solitamente posizionato e fissato da personale qualificato, ma in vendita si trovano anche pannelli preformati di diverse dimensioni, per chi volesse cimentarsi con il fai da te. Va da sé come, così come già anticipato, rimangano comunque necessarie delle competente pregresse.

Cartongesso: usi e tipologie

Il cartongesso trova il suo ambito di massimo utilizzo all’interno della casa, anche se alcune composizioni resistenti all’acqua possono essere anche utilizzati per gli esterni. È impiegato per costruire rapidamente muri divisori, aree di separazione nelle stanze, controsoffitti, cabine armadio e qualsiasi altro intervento spaziale o decorativo a carattere non definitivo. La caratteristica principale del cartongesso, infatti, è la facile capacità di rimozione quando non più necessario: a seguito dell’eliminazione, infatti, sarà sufficiente stuccare i fori di appoggio dell’eventuale armatura metallica. Non si hanno quindi interventi di muratura invasivi, né spesso la necessità di intervenire su pavimenti e piastrelle.

Le peculiarità del materiale si manifestano con una buona resistenza meccanica, una media capacità fonoassorbente, una buona capacità di isolamento termico e, a seconda delle tipologie impiegate, anche una resistenza all’umidità, alle muffe, ai liquidi e molto altro. Proprio in merito alle tipologie, esistono oggi in commercio le più svariate varietà di cartongesso, a partire da quello standard: non presente l’aggiunta di resine particolari, è solitamente venduto in lastre da circa 1,3 centimetri di profondità ed è adatto per le operazioni più comuni per gli interni.

Esiste poi il cartongesso ignifugo, impiegato ovviamente per la sua resistenza al fuoco, utile di conseguenza in ambienti particolari o ad alto rischio come le cucine. Per raggiungere questo obiettivo, di solito si utilizza un particolare gesso disidratato, arricchito con alcuni elementi come la fibra di vetro oppure trattato con apposite sostanze chimiche. Quello idrorepellente, così come suggerisce il nome, è invece scelto per tutte quelle situazione in cui si ha necessità di isolare l’ambiente dall’acqua. Ideale per cucine, bagni e cantine, presenta dei rafforzamenti in alluminio, resistenti a liquidi e vapore.

La varietà antimuffa è stata realizzata per garantire una buona diffusione in tutti quegli ambienti tendenzialmente umidi, dove è più probabile si sviluppino delle muffe. Vede l’impiego di derivati del vetro e, nelle declinazioni più complesse, di speciali trattamenti idrorepellenti, resistenti ai vapori e a ridotta porosità. Il cartongesso fonoassorbente è infine pensato per ridurre i rumori all’interno delle abitazioni, ad esempio per dividere la zona notte da quella giorno. L’interno dei pannelli è arricchito con materiali in grado di assorbire le onde sonore, quali la lana di roccia.

10 gennaio 2016
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