Il bricolage è un’attività rilassante e gratificante, poiché permette di godere del lavoro delle proprie mani, nonché di mettere in campo la propria creatività. Eppure, prima di lanciarsi in questo hobby, bisogna dotarsi degli attrezzi giusti. Dopo aver visto gli strumenti base nonché le tipologie di martello e cacciavite, come orientarsi fra chiavi e pinze?

Come nel caso di martelli e cacciavite, anche per chiavi e pinze una scelta non vale l’altra: la forma, le dimensioni e l’angolatura sono specificamente pensate per scopi diversi, nonché per intervenire su viti e bulloni altrettanto differenziati. Di seguito, una visione generale delle tipologie più diffuse.

Chiavi: le tipologie

Le chiavi non possono di certo mancare nella perfetta cassetta degli attrezzi dedicata al bricolage. Sebbene si pensi che martello, chiodi e viti siano più che sufficienti per i piccoli progetti domestici, dove il legno è spesso il materiale d’elezione, in realtà sono molti gli ambiti in cui le chiavi risultano utili: per stringere un bullone, fissare una struttura metallica d’appoggio, agganciare un portafiori al balcone e molto altro ancora. Delle chiavi esistono tantissime famiglie, che si differenziano fra di loro per la forma della presa, nonché per la tipologia d’aggancio a viti, bulloni e dadi di destinazione. Di seguito, si tratteranno le tre più frequenti.

Le più comuni sono certamente le chiavi inglesi, utilizzate per i più disparati compiti nella casa, in particolare per i lavori di idraulica. Di solito presentano due estremità, dette “a becco di pappagallo” per la riconoscibile forma, pensate per alloggiare vari tipi di dadi. Si misurano per grandezza, con una numerazione standard di ogni chiave, e sul singolo attrezzo in genere si può godere di due dimensioni differenti a seconda delle estremità. Per i compiti più frequenti in casa possono essere sufficienti chiavi dal 6 al 18, acquistabili facilmente in kit, anche da basso costo.

Le chiavi a brugola sono degli attrezzi, normalmente a forma a “L”, utilizzati per avvitare e svitare delle speciali viti con testa esagonale. Vengono solitamente vendute in set, anch’esse numerate, e in genere ogni estremità presenta la stessa dimensione. La forma a “L”, a volte anche a “T”, rende più semplice avvitare e svitare queste viti, poiché offre un punto di comoda leva. Inoltre, la possibilità di scegliere tra il lato lungo e quello corto dell’attrezzo, garantisce la capacità di operare anche in spazi ridotti. Simili alle brugole sono, infine, le chiavi Torx: permettono di agire su viti con testa simile alla stella, con però sei punte arrotondate. Anche queste sono distribuite normalmente in attrezzi a “L” o, in alternativa, anche come singoli cacciavite e punte magnetiche per gli stessi.

Pinze: le tipologie

Anche le pinze non possono mai mancare nella cassetta degli attrezzi che si rispetti: oltre a stringere e svitare, infatti, sono comode per modellare il fil di ferro o tagliarne le parti in eccesso, per raddrizzare elementi metallici, per avvitare bulloni dalla testa insolita e molto altro ancora. Inoltre, sono uno strumento irrinunciabile per reggere o raggiungere elementi al di fuori della portata delle mani.

La più comune, anche nell’ambito del riciclo creativo, è certamente la pinza universale, così chiamata perché racchiude più possibilità d’azione in un unico attrezzo. Oltre a garantire una buona presa, grazie alla lieve dentatura all’estremità, sono dotate a lato di due lame taglienti, utili per piccoli compiti quale il taglio di fili di metallo o, più frequentemente, per rimuovere l’isolamento in gomma dai cavi elettrici.

Il paggagallo, uno strumento spesso associato alla figura dell’idraulico, è un attrezzo molto comodo, poiché permette di regolare il becco così da poter stringere bulloni, o intervenire su dadi, dalle dimensioni più variegate, anche quando non si dispone della chiave della stessa forma. È inoltre indispensabile per avvitare tubi, anche per la sua ottima capacità di leva. Segue quindi la tenaglia, uno strumento dal becco affilato, utile per estrarre chiodi e graffe, ma anche per tagliare i cavi metallici. Può essere classica oppure da ferraiolo: quest’ultima ha una testa più piccola e affusolata, pensata per facilitare le operazioni di taglio o di torsione proprio del fil di ferro.

Infine, sebbene le tipologie di pinze siano le più variegate, non può mai mancare una pinza a becchi mezzotondi, con o senza tronchese. È l’ideale per intervenire sulle piccole dimensioni, non a caso è spesso usata nel campo delle riparazioni elettriche.

18 ottobre 2015
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