La filiera italiana del biogas conferma la sua posizione da leader nel mercato globale. Lo dimostrano i dati diffusi da un recente studio condotto da Althesys. Secondo le stime degli analisti, che curano ogni anno il rapporto Irex sulle fonti rinnovabili, l’Italia è terza al mondo nella produzione di biogas. Nelle primissime posizioni spiccano invece la Germania e Cina.

Nel corso dell’ultimo anno il biogas italiano ha contribuito a ridurre l’impatto dell’agricoltura, fornendo alla filiera agricola oltre 25 milioni di tonnellate di biofertilizzanti. Questa tipologia di concimi ottiene diversi effetti positivi sulla salute del suolo, migliorando la sostanza organica presente nel terreno e incidendo positivamente sulle rotazioni colturali.

Grazie ai biofertilizzanti è inoltre possibile conseguire un notevole risparmio idrico sul fronte dell’irrigazione agricola, consentendo agli agricoltori di affrontare i periodi di siccità, di ridurre i costi e mantenere stabile la produzione. Per la filiera agricola si parla di un risparmio di 200 milioni di euro ogni anno solo sui costi di gestione degli scarti agricoli.

I 1.300 agricoltori italiani che hanno installato un impianto per la produzione di biogas possono inoltre contare su una nuova entrata per integrare il reddito, sopravvivendo alla volatilità dei prezzi delle materie prime agroalimentari.

L’apporto del biogas è determinante anche nella riduzione delle emissioni prodotte dalla generazione di energia elettrica. Gli esperti spiegano che in un anno la produzione di elettricità dal biogas è in grado di far risparmiare l’emissione in atmosfera di oltre 7 milioni di tonnellate di CO2.

In occasione dell’Earth Day 2015, celebrato ieri in tutto il mondo, il Consorzio Italiano Biogas ha voluto ricordare le enormi potenzialità del biogas nella tutela del suolo. Il presidente del CIB Piero Gattoni ne ha parlato a Roma all’auditorium del GSE nel corso del suo intervento al convegno di presentazione dell’Irex annual report.

Per nutrire il pianeta occorre nutrire al meglio la terra, ha detto Gattoni. Il biogas produce non solo energia elettrica rinnovabile, ma anche un biofertilizzante in grado di rendere la terra fertile e ricca di nutrienti.

La nostra sfida è sviluppare soluzioni agronomiche e tecnologiche per consentire all’agricoltura italiana di produrre di più e in modo più sostenibile.

Gattoni ha ricordato anche il contributo del settore del biogas al conseguimento degli obiettivi comunitari sui biocarburanti, fissati per il 2020, e alla crescita occupazionale italiana. Negli ultimi cinque anni, la filiera ha creato circa 12.500 nuovi posti di lavoro.

Gli investimenti nel settore sono stati ingenti, pari a 4,5 miliardi di euro. Grazie a queste risorse, oggi il biogas produce il 10% dell’energia elettrica ricavata da fonti rinnovabili in Italia, per un totale di 2 miliardi di metri cubi di gas naturale.

23 aprile 2015
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I vostri commenti
Marco, venerdì 24 aprile 2015 alle21:00 ha scritto: rispondi »

Manca un'altra informazione di rilievo. Questi sono impianti che richiedono diversi anni per essere ammortizzati. Dopo 15 anni lo stato, anche se funzionano alla perfezione, te li fa smontare. E allora la convenienza dov'è?

giuseppina, venerdì 24 aprile 2015 alle9:34 ha scritto: rispondi »

Il biogas produce bio-fertilizzanti? E allora perché l'UE ha finanziato il progetto Wavalue per la trasformazione del digestato in fertilizzante se il CIB dice che esso già lo è? Qualcosa non quadra. O i fatti che il CIB racconta non sono veritieri o l'UE spende soldi senza motivo.

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