A giudicare dall’aumento della vendita di biciclette in Italia registrato nell’ultimo anno si direbbe che la gente stia tornando a uno stile di spostamento più economico, sano ed ecologico. Alla Esposizione Internazionale del Ciclo di Verona si parlava di 200mila biciclette vendute in più nel 2011 rispetto al 2010, su un totale di 2 milioni di pezzi.

Queste nuove vanno sommate agli altri 32 milioni di bici che, secondo le stime di Confidustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) abbiamo già a disposizione e che vengono usate da circa 25 milioni di ciclisti (stime dell’Osservatorio Linear estratti da una ricerca di Nextplora). Sono cifre interessanti su cui riflettere durante la settimana europea della mobilità sostenibile.

A tirare nelle vendite sono soprattutto le bici da città, indicatrici di una volontà d’uso quotidiano piuttosto che sportivo e occasionale. Si vendono bene le bici solide e comode, non solo quelle a scatto fisso diventate recentemente di moda, e questo trend di mercato va a braccetto con la flessione generalizzata di motocicli.

L’abbandono delle due ruote a motore si vede bene nei dati Confidustria Ancma sulle immatricolazioni: da gennaio ad agosto di quest’anno le moto hanno avuto una flessione del 29,4%, i cinquantini del 30,3% e calano anche gli scooter del 12,1%, segno che la gente comincia a pensare di svincolarsi sempre di più dai salassi dei carburanti.

Confindustria, davanti a questi dati, chiede l’intervento del governo per ridurre la pressione fiscale, trovare disponibilità di credito a condizioni favorevoli, facilitare l’impiego dei giovani e mette le richieste sotto l’ombrello della mobilità sostenibile. Io, davanti agli stessi dati, direi che i cittadini hanno bisogno di più piste ciclabili urbane.

17 settembre 2012
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