Il problema del sudore e del cattivo odore conseguente, mette in crisi un po’ tutti, non solo chi ha un problema di iperidrosi, ovvero di eccessiva sudorazione. Il problema andrebbe analizzato meglio, di certo la soluzione non sembra l’uso di antitraspiranti che blocchino la sudorazione, molti studi lo dimostrano.

Esistono due tipi di ghiandole sudoripare: le “eccrine” e le “apocrine”. Le prime, più superficiali, produrrebbero sudore inodore, mentre le seconde, che si trovano nell’ascella, nel cuoio capelluto, nell’inguine, nell’areola mammaria, nel monte di Venere, nella regione sottombelicale, nelle grandi labbra, nello scroto e nel perineo, sarebbero responsabili del cattivo odore, a causa di proteine prodotte che vengono trasformate dai batteri presenti nella pelle.

Questo è quello che sostiene uno studio portato avanti da Chris Callewaert della Ghent University in Belgio e pubblicato in luglio. Al suo interno ci sarebbero tutte le informazioni necessarie per convincerci che usare antitraspiranti non conviene: essi infatti aumentano la concentrazione dei batteri Corynebacterium, responsabili del cattivo odore, alterando e rendendo più pungente e sgradevole l’odore delle nostre ascelle.

La sudorazione è molto importante per la fisiologia del nostro corpo. George Havenith, un professore di fisiologia ambientale ed ergonomia alla Loughborough University nel Regno Unito, spiega:

L’unico modo che il corpo ha di raffreddarsi è la sudorazione e la perdita di energia termica attraverso l’evaporazione.

Altrimenti rischieremmo colpi di calore molto pericolosi per i nostri organi e quindi potenzialmente fatali.

Molti studi medici indicano inoltre le sudorazione, come essenziale per eliminare alcuni metalli pesanti che il nostro corpo assorbe dall’esterno, come l’arsenico, il cadmio e il mercurio.

Eliminando i liquidi in eccesso riusciremmo ad eliminare anche queste sostanze dannose per il sistema nervoso, il cuore, il cervello e i reni. In questo senso la sudorazione “forzata” come quella da attività fisica e sauna sarebbe un toccasana e verrebbe consigliata per chi ha intossicazioni da questi metalli.

Una delle scoperte più sorprendenti deriverebbe da uno studio pubblicato nel 2012, da ricercatori della University of Michigan. Secondo questo studio le ghiandole “eccrine” poste sottopelle, avrebbero un importante ruolo nel fornire cellule staminali che si trasformerebbero in cellule epiteliali, al bisogno, risultando cruciali per la guarigione delle ferite.

Laure Rittie, leader del team di ricercatori, spera che questa scoperta possa portare alla produzione di farmaci in grado di stimolare questa attività, in modo da poter risolvere problemi gravi, in cui la pelle ha bisogno di rigenerarsi.

4 novembre 2014
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