Uno studio condotto dai biologi evoluzionisti della Università di Adelaide metterebbe in luce come molti animali siano dotati di facoltà intellettive pari o superiori all’uomo. Ciò che l’essere umano ha sempre creduto, cioè di possedere l’intelligenza suprema, decade in favore di alcune importanti conferme scientifiche. La realtà dei fatti evidenzia un fraintendimento delle qualità intellettive di molte specie animali, incomprensione che ne limita la corretta valutazione. Circa 10.000 anni di convinzioni sbagliate che hanno portato l’uomo a credersi superiore e che ha condizionato anche il ruolo imposto a molti animali: da compagnia, da guardia, da lavoro, da nutrimento.

A corrompere da sempre la valutazione è l’assenza di un linguaggio comune comprensibile dall’uomo, oltre all’assenza di un’iterazione con la tecnologia. In realtà ogni animale possiede un proprio lessico e, anche se non in linea con quello umano, non può essere considerato meno articolato o inferiore. Alcune specie possono vantare un intelletto sopraffino, ad esempio i Gibboni comunicano attraverso un linguaggio molto articolato composto da 20 tipi di suoni diversi. Questa trama sonora determina il loro dialogo quotidiano, attraverso cui comunicano perché ogni suono possiede un significato differente.

I koala invece dialogano attraverso l’olfatto, marcando il territorio con gli effluvi prodotti dalle loro ghiandole pettorali. Un mondo solo intuito dall’olfatto umano, molto meno sviluppato di quello del piccolo marsupiale australiano. Anche i tenebrosi corvi possiedono una mente molto sviluppata, a dispetto della loro nomea e immagine. La loro arguzia è così marcata che possiedono una capacità di adattamento e una fantasia al pari di un bambino di 4 anni. Sono in grado di sfruttare l’intelligenza per risolvere dilemmi e problematiche, magari organizzando una sequenza di azioni che possano condurli all’obbiettivo.

Se poi la meta è il cibo, riescono a escogitare trucchi e artifici per ottenere ciò che bramano, come lasciare una noce in mezzo alla strada attendendo che il passaggio di una macchina la rompa per recuperarne il prezioso interno. Gli animali comunicano con noi, dialogano costantemente dichiarando le loro necessità. Alcuni, i più arguti, sono in grado di manipolare l’uomo pur di raggiungere i propri scopi. Senza scordare un ingrediente importante che li rende uguali all’uomo: i sentimenti. Ad esempio gli elefanti provano dolore, le scimmie amano e si innamorano come gli esseri umani. Le emozioni sono parte integrante del mondo animale, riuscire a interpretarle e comprenderle è compito dell’uomo.

13 dicembre 2013
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I vostri commenti
Stefania, giovedì 13 aprile 2017 alle23:07 ha scritto: rispondi »

Che bel commento! Continuare a ragionare per paragoni con l'uomo è davvero primitivo!

stefano, giovedì 1 settembre 2016 alle11:33 ha scritto: rispondi »

Secondo me l'idea che l'intelligenza sviluppata sia prerogativa dell'umano è ancora un mezzo (non una deduzione) con cui l'umano cerca di distinguersi dagli altri animali, per potere, principalmente, continuare a sfruttarli. La definizione di intelligenza è solitamente guarda caso tautologica e cucita sulla interpretazione di quella umana. Se io inizio a dire che sono biondo e in base a ciò posso sfruttar tutti gli altri, e la motivazione sta nel fatto che ho i capelli biondi e gli altri no, non è molto diverso. Quello che mettiamo in atto è semplicemente la legge del più forte a nostro vantaggio. Ma se io ho il potere di fare qualcosa posso anche aver la responsabilità di limitarmi. Solo così potrò ascoltare i linguaggi differenti di altri popoli animali, solo così potrò iniziare a considerarmi animale tra gli animali.

Roby, mercoledì 16 luglio 2014 alle9:08 ha scritto: rispondi »

In molti casi ci vuole molto poco. Grazie ottimo articolo

Enzo R.48, domenica 15 dicembre 2013 alle19:48 ha scritto: rispondi »

Mi piacciono gli animali e mi affascina l'etologia. Trovo completamente fuori luogo e controproducenti le conclusioni di esperti che fanno dichiarazioni palesemente inverosimili al solo scopo di far sapere che essi esistono. Confondere alcune facoltà, prevalentemente sensoriali ed eccezionali di questo o quel animale, con l'intelligenza è sconcertante. Ogni animale è dotato di strumenti, anche di straordinaria e impensabile valenza, per tutelare la propria sopravvivenza messa a rischio dal altri animali (compreso l'uomo) e/o da fattori ambientali. L'intelligenza a tutto campo, è altra cosa.

Silvano Ghezzo, venerdì 13 dicembre 2013 alle22:33 ha scritto: rispondi »

Ho tutto il rispetto possibile per gli animali, ma questi "esperti etologi" passano dalla valutazione intellettiva degli animali da zero a una superiore all'uomo. Ho il "vago" sospetto che molti vogliano semplicemente arrivare allo "scoop". Forse l'intelligenza degli animali è superiore solo a "certi uomini", per esempio a quelli che non vedono oltre il proprio naso, o che pensano: "Dopo di me il diluvio".

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