Greenstyle Ambiente Inquinamento Elon Musk, stop ai Bitcoin: “Dannosi per l’ambiente”

Elon Musk, stop ai Bitcoin: “Dannosi per l’ambiente”

Elon Musk, stop ai Bitcoin: “Dannosi per l’ambiente”

Fonte immagine: Nasa via Wikimedia Commons

Elon Musk ha già cambiato idea sui Bitcoin. Dopo aver annunciato solo poche settimane fa la possibilità di acquistare auto elettriche Tesla pagando in criptovaluta, il CEO ha deciso di tornare sui propri passi. E la ragione è puramente ambientale: a suo dire, la moneta virtuale sarebbe troppo dannosa per l’ambiente.

Le remore ambientali dell’imprenditore di origini sudafricane sarebbero connesse alle attività di mining, ovvero il processo per generare nuova criptomoneta. L’operazione richiede enormi quantità di componenti hardware, come apposite GPU, alimentate 24 ore su 24 e costantemente connesse alla Rete. Ciò determina una produzione immotivata di anidride carbonica che, come sta già avvenendo in Cina, potrebbe incidere sulle emissioni in atmosfera in misura non molto lontana dal traffico stradale.

Elon Musk, addio ai Bitcoin

Negli ultimi giorni vi sono state delle inversioni di rotta da parte di Tesla. Dopo nemmeno un mese dall’annuncio della possibilità di acquistare auto elettriche avvalendosi di Bitcoin, l’opzione è scomparsa dal sito dell’azienda. In un primo momento si è pensato a un problema tecnico, poi è giunta la conferma dallo stesso Musk. Il quale ha deciso di affidare le sue riflessioni alla piattaforma Twitter, come sua consuetudine:

Tesla ha sospeso l’acquisto di veicoli tramite Bitcoin. Siamo preoccupati dal rapido e crescente impiego di combustibili fossili per il mining dei Bitcoin e le transazioni, in particolare il carbone: determina le peggiori emissioni rispetto a qualsiasi altro tipo di carburante. La criptomoneta è una buona idea su molti livelli e pensiamo possa avere un futuro promettente, ma questo non può avvenire a danno dell’ambiente.

Uno studio pubblicato lo scorso aprile ha rivelato come il mining dei Bitcoin stia avendo un impatto molto gravoso sulla produzione di energia elettrica, tanto da richiede un ritorno ai combustibili fossili per garantire il fabbisogno energetico. Il 75% delle attività di mining avviene in Cina, dove sono state aperte delle vere e proprie “mining farm” dotate di migliaia di GPU connesse 24 ore su 24, con un impatto ambientale pari a quello dei centri cittadini più trafficati. Oggi il mining consuma 128.84 Twh di energia, una richiesta che solo in Cina raggiungere i 296.59 Twh entro il 2024, con emissioni pari a 130.5 milioni di metri cubi di CO2. Si tratta di consumi pari al comune fabbisogno energetico di Paesi come l’Italia o l’Arabia Saudita.

Fonte: Independent

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