Greenstyle Casa & Giardino Casa Riciclo Batterie agli ioni di litio riciclabili grazie ai funghi

Batterie agli ioni di litio riciclabili grazie ai funghi

Batterie agli ioni di litio riciclabili grazie ai funghi

Fonte immagine: Pixabay

Un’équipe di ricercatori della University of South Florida ha scoperto un metodo efficiente ed economico per recuperare i metalli dalle batterie agli ioni di litio esauste. La nuova tecnica sfrutta le proprietà dei funghi per estrarre il cobalto e il litio dalle batterie ricaricabili a fine vita. La scoperta è stata illustrata ieri a Philadelphia in Pennsylvania nel corso del National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society (ACS), giunto alla sua 252esima edizione.

Il metodo sviluppato dai ricercatori statunitensi mira a ridurre la quantità di batterie agli ioni di litio esauste da smaltire negli inceneritori. Anche se le batterie delle auto elettriche, degli smartphone e dei tablet possono essere ricaricate più volte il loro ciclo di vita non è infinito. Le vecchie batterie spesso finiscono nelle discariche o nei termovalorizzatori, rappresentando una minaccia per l’ambiente e per la salute pubblica.

Anche le perdite economiche sono elevate. Disperdere tonnellate di materie rare riutilizzabili costringe l’industria elettronica a rifornirsi di metalli costosi per produrre nuove batterie. Gli scienziati americani hanno estratto litio e cobalto dalle vecchie batterie ispirandosi all’idea di uno studente che è riuscito a ricavare dei metalli dalle scorie del processo di incenerimento dei rifiuti elettronici.

Il progetto di ricerca coordinato da Jeffrey A. Cunningham è nato per rispondere alla domanda crescente di litio. Come ha spiegato Cunningham:

Negli ultimi anni stiamo assistendo a una crescita record degli smartphone e di tutti i prodotti dotati di batterie ricaricabili. La richiesta di litio è in costante aumento, continuare a estrarre nuove risorse non è più sostenibile.

Negli Stati Uniti i rifiuti elettronici sono una piaga ambientale e sanitaria. Migliaia di prodotti elettronici purtroppo non vengono riciclati correttamente e finiscono in discarica o negli inceneritori, generando emissioni nocive. I metodi impiegati per separare il litio, il cobalto e gli altri metalli richiedono l’impiego di sostanze chimiche pericolose e processi ad alte temperature.

Il nuovo metodo sfrutta invece i funghi, una risorsa economica e sicura per l’ambiente. I ceppi usati dai ricercatori sono l’Aspergillus niger, il Penicillium simplicissimum e il Penicillium chrysogenum, noti per la loro capacità di estrarre i metalli dai prodotti di scarto.

Il team ha smantellato le batterie e polverizzato i catodi, esponendo il materiale rimanente ai funghi. I funghi hanno generato acidi organici estraendo i metalli. L’interazione del fungo con gli acidi e con il catodo polverizzato ha permesso di recuperare gran parte del cobalto e del litio delle batterie esauste.

Usando l’acido citrico e ossalico generati dal fungo i ricercatori hanno recuperato l’85% del litio e il 48% del cobalto. L’acido gluconico invece si è rivelato completamente inefficace per il recupero dei metalli dalle batterie esauste. I ricercatori condurranno altri esperimenti per capire come estrarre il cobalto e il litio dalla soluzione acida.

Seguici anche sui canali social