Marea nera, la BP verserà 7,8 miliardi alle persone danneggiate

La British Petroleum ha raggiunto un accordo extragiudiziale con le migliaia di persone danneggiate dalla marea nera che nel 2010 si riversò nelle acque del Golfo del Messico dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. In seguito all’intesa tra le parti, è stato rinviato il processo alla compagnia petrolifera, che sarebbe dovuto iniziare proprio oggi, lunedì 5 marzo.

Adesso l’accordo con le parti lese dovrà essere formalmente approvato dalle autorità giudiziarie americane. Secondo quanto comunicato dalla stessa BP, l’azienda ha acconsentito a versare un risarcimento complessivo di circa 7,8 miliardi di dollari, che saranno prelevati dal fondo di compensazione di 20 miliardi creato subito dopo il disastro del Golfo del Messico.

La cifra coprirebbe comunque solo i danni subiti dai privati, ma non le multe e le richieste di risarcimento presentate dal Governo USA e dai diversi Stati costieri che hanno denunciato danni ambientali in seguito all’incidente. Resterebbero inoltre da coprire le domande di risarcimento degli azionisti e delle compagnie concorrenti, che attribuiscono alla Bp le perdite patite per la moratoria sulle trivellazione decisa in seguito al disastro della Deepwater Horizon.

La cifra finale, dunque, potrebbe essere sensibilmente più alta, ma in ogni caso la BP ritiene che l’accordo appena raggiunto con le persone danneggiate non rappresenti «un’ammissione di responsabilità». Il processo era già stato rimandato una volta, proprio per concedere più tempo alle parti in causa per giungere a un accordo.

L’esplosione della Deepwater Horizon nell’aprile del 2010 causò la morte di 11 persone e una fuoriuscita di petrolio che fu arrestata solo dopo 86 giorni. Secondo le stime, la quantità totale di greggio riversata nelle acque del Golfo del Messico potrebbe aver raggiunto i 5 milioni di barili.

5 marzo 2012
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AGI
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