Meno sale a tavola riduce il rischio di mal di testa. Mangiare meno salato favorirebbe quindi non soltanto possibili effetti benefici nei confronti della pressione sanguigna e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, ma anche un minor numero di cefalee ed emicranie. A sostenerlo uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland), negli USA.

Riducendo l’assunzione di sale a 3 grammi al giorno si otterrebbe ad esempio un minor rischio di mal di testa pari al 31%. Un quantitativo, spiegano i ricercatori, pari a circa mezzo cucchiaino da tè. L’effetto benefico verrebbe prodotto grazie alla riduzione della pressione sanguigna e della frequenza delle pulsazioni.

Circa 400 le persone coinvolte nello studio, alle quali sono state assegnate in maniera casuale una dieta povera di grassi, ma ricca di frutta e verdura, una con prodotti caseari a ridotto contenuti di grassi e una tipica alimentazione occidentale quale gruppo di controllo.

In un primo periodo ai partecipanti sono stati fatti assumere 9 grammi di sale quotidiani all’interno di ciascuna dieta, equivalente all’assunzione media registrata negli USA. Trascorso un periodo di prova il quantitativo è stato ridotto a 6 gr. al giorno per un periodo equivalente al primo, al quale è infine seguito l’ultimo stadio nel quale si è assunto un massimo di 3 grammi/giorno.

Durante l’intero periodo di studio ai partecipanti è stato inoltre chiesto di compilare un questionario dove annotare eventuali episodi di mal di testa, bocca secca, sete eccessiva, fatica, gonfiore o nausea. La riduzione di sale avrebbe ridotto la frequenza dei mal di testa di circa un terzo, a prescindere dal tipo di dieta seguita. Come ha spiegato il Dr. Lawrence Appel, ricercatore presso la Johns Hopkins University:

Una ridotta assunzione di sodio è stata associata con un significativo calo nel rischio di mal di testa, mentre i percorsi dietetici non risultano avere effetti sul rischio negli adulti.

Una dieta con minore assunzione di sodio offre un nuovo approccio nella prevenzione del mal di testa.

17 dicembre 2014
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