Il contenimento delle emissioni passa per il risparmio energetico, che non vuol dire solamente evitare gli sprechi usando con parsimonia e una certa attenzione tutti gli accessori ormai entrati nell’uso quotidiano, ma significa anche e soprattutto preferire quelle tecnologie che, a parità di prestazioni, offrono un consumo di energia inferiore rispetto ad altri sistemi.

Un esempio lampante (è proprio il caso di dirlo) è quello delle tecnologie per l’illuminazione domestica, un tempo affidata esclusivamente alle lampade a incandescenza ma che adesso, grazie all’arrivo delle lampade e fluorescenza prima e di quelle a LED dopo, ha consentito di far calare vistosamente il fabbisogno di energia elettrica dovuto proprio all’accensione delle luci nelle case.

Vantaggi indiscutibili, se non fosse che, nel caso della tecnologia a LED, non venivano accompagnati da un adeguato rendimento in termini di luminosità, con il risultato che molti utenti scartavano questo tipo di lampade perché non sufficientemente in grado di illuminare gli ambienti domestici.

Oggi, però, questo limite sembra destinato a sparire. Lo conferma l’ultima novità presentata dall’americana Osram Sylvaniadi Danvers, che ha presentato un prototipo di lampadina a LED in grado di emettere 1.500 lumen, cioè l’equivalente di luce emessa da una lampada a incandescenza da 100 Watt, ma con il vantaggio ulteriore di una potenza di soli 14 Watt.

La novità di Osram offre anche una durata di 25.000 ore e un indice di resa cromatica superiore all’80%, caratteristiche che dovrebbero essere decisive per lanciare definitivamente questo tipo di tecnologia, con benefici impatti anche sulla bolletta elettrica e un consistente risparmio energetico che fa bene all’ambiente.

Allo stesso tempo, un’altra azienda americana, la Switch Lighting, ha presentato un’altra novità dell’illuminazione eco-compatibile, basata su una tecnologia chiamata “Città della Luce” e in grado di consentire la massima luminosità a fronte dell’impiego di un minor numero di LED rispetto a quanto avvenuto finora.

Con questo sistema si raggiungono i 1.700 lumen e un’ottima diffusione della luce che aiuta a rendere gli ambienti illuminati in maniera efficiente e relativamente naturale, con la possibilità ulteriore di riciclare e riutilizzare tutte le componenti impiegate nella costruzione di questo tipo di lampadina, che si mostra quindi rispettosa dell’ambiente a 360 gradi.

24 maggio 2011
I vostri commenti
Stefano, venerdì 21 marzo 2014 alle17:42 ha scritto: rispondi »

Interessante, io avevo il dubbio su quanto illuminava effettivamente il LED in comparazione con l'alogeno. Mi hanno spiegato su questo sito, , che in effetti l'unità di misura del LED non è la stessa come per le altre lampadine che usavano i watt, in questo caso si usano i lumens.

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