La formaldeide potrebbe essere più pericolosa del previsto. A sostenerlo è un recente studio condotto dai ricercatori della Brown University pubblicato sulla rivista American Journal of Pathology. Secondo gli scienziati americani questa sostanza oltre a danneggiare il DNA lesionerebbe anche le proteine cellulari.

La formaldeide è un composto chimico utilizzato in molti prodotti per la bellezza, la pulizia degli ambienti e l’igiene personale: si trova spesso nelle tinte per capelli, negli shampoo, nelle ciglia finte e negli smalti. Il composto è usato anche dall’industria nella produzione delle componenti dei veicoli e degli articoli in legno.

L’utilizzo della formaldeide nell’industria cosmetica è regolamentato. Oggi si trova principalmente nei prodotti per le unghie. Ciononostante altre sostanze, note come liberatori di formaldeide, continuano a essere usate in molti prodotti cosmetici come conservanti antimicrobici. Questi ingredienti a contatto con l’acqua sprigionano formaldeide. Nei prodotti cosmetici si trovano indicati come 2-bromo-2; -nitropopane-1; 3-diol; Diazonidinyl urea; DMDM hydantoin; Imidazonidinyl urea; Quaternium-15. Anche le sigarette elettroniche sprigionano questa pericolosa sostanza.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha collegato l’esposizione alla formaldeide a un aumento del rischio di leucemia e di tumore nasofaringeo. La formaldeide se inalata può inoltre causare allergie e irritazioni.

La nuova ricerca svolta dagli scienziati dell’ateneo americano conferma la fondatezza dei timori dell’OMS. Secondo Anatoly Zhitkovich, una delle firme dello studio, la formaldeide è una sostanza tossica in grado di creare danni estesi alle proteine. I danni inferti al nucleo delle cellule compromettono la loro capacità di riparare il DNA.

I danni reiterati procurati dal composto alle proteine causano gravi disfunzioni e persino la morte cellulare. I ricercatori hanno esaminato l’effetto dell’esposizione alla formaldeide su tre tipi di cellule polmonari. La sostanza ha procurato danni simili a quelli causati da un’esposizione eccessiva al calore.

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Gli scienziati hanno notato dei processi protettivi che erano stati attivati dalle cellule per cercare di eliminare le proteine danneggiate prima che potessero ucciderle. Un processo noto come poli-ubiquitinazione che porta alla degradazione delle proteine difettose all’interno del proteasoma. I meccanismi di difesa dell’organismo purtroppo non si sono rivelati abbastanza efficaci e molte cellule sono morte.

Le cellule che non sono state esposte alla formaldeide non mostravano segni di poli-ubiquitinazione, né di reazioni di difesa dagli stress termici. Secondo Zhitkovich questo studio spiega come mai la formaldeide risulti pericolosa soprattutto per il sistema nervoso. I neuroni non replicano il DNA e pertanto non sono vulnerabili ai danni causati dal composto al corredo genetico.

Le cellule nervose risultano però più esposte ai danni causati dal composto alle proteine. L’accumulo di proteine danneggiate e compromesse è all’origine di malattie degenerative gravi come il morbo di Alzheimer.

Test condotti sugli animali hanno dimostrato che l’esposizione alla formaldeide provoca danni al cervello, compromettendo funzioni cognitive importanti come la memoria e la capacità di apprendimento. Le ricerche degli scienziati americani proseguiranno per verificare gli effetti a lungo termine della formaldeide sulle cellule umane.

3 ottobre 2016
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