Alla COP21 di Parigi l’India si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra producendo il 40% dell’elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030. Per centrare questo ambizioso target il governo indiano investirà più fondi nell’energia solare, fonte destinata a portare l’elettricità nelle aree remote del Paese.

L’India guiderà una coalizione di 120 Paesi denominata “International Agency for Solar Technologies and Applications” (IASTA). L’alleanza internazionale per il solare prevede lo stanziamento di fondi a sostegno di nuovi progetti fotovoltaici e della ricerca tecnologica. Il quartier generale dell’organizzazione verrà istituito in India grazie a uno stanziamento di 30 milioni di dollari da parte del governo indiano.

L’obiettivo dell’alleanza è raccogliere 400 milioni di dollari da destinare all’espansione del fotovoltaico, allo sviluppo di sistemi di stoccaggio più efficienti e di reti intelligenti. Tra le grandi aziende che hanno già aderito al progetto figurano Areva, Engie, Enel, HSBC Francia e Tata Steel.

Oltre ai Paesi tropicali anche diverse nazioni europee, tra cui la Francia, hanno confermato la loro partecipazione alla coalizione. Il primo ministro indiano Narendra Modi presentando il progetto alla COP21 ha ricordato l’alto potenziale dell’energia solare, un’alternativa alle fonti fossili sicura e sostenibile:

La tecnologia solare è in continua evoluzione, i costi stanno scendendo e la connettività alla rete sta migliorando. Il sogno di un accesso universale all’energia pulita si fa sempre più concreto.

Il presidente francese Hollande annunciando la partecipazione della Francia al progetto si è detto convinto che i Paesi occidentali debbano sostenere attivamente la transizione alle energie rinnovabili delle nazioni in via di sviluppo e delle economie emergenti. Nel corso di una conferenza stampa il leader francese ha parlato di progressi significativi nella lotta ai cambiamenti climatici:

Stiamo realizzando una coalizione di Paesi che crede nelle energie rinnovabili. Questa iniziativa basata sulla condivisione delle tecnologie e su impegni finanziari concreti testimonia il percorso virtuoso avviato a Parigi ed è un esempio di quello che vogliamo ottenere alla COP21.

Secondo il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon la coalizione solare guidata dall’India entro il 2030 permetterà di centrare l’obiettivo dell’accesso universale all’energia fissato nel 2011. La leadership assunta dall’India è importante: nel 2030 la nazione sarà la più popolosa del mondo con ben 1,45 miliardi di abitanti.

L’incremento della quota di energia pulita nel mix energetico nazionale permetterà di ridurre l’impatto ambientale del boom demografico, garantendo alla popolazione indiana elettricità a basso costo e condizioni di vita migliori.

1 dicembre 2015
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