Cannabis per uso terapeutico: via libera anche in Umbria

In Umbria sarà permesso prescrivere cannabis per uso terapeutico. I farmaci cannabinoidi, che agiscono come potenti antidolorifici alleviando il disagio dei malati cronici, rientreranno nelle cure a carico del Sistema sanitario regionale e saranno pertanto gratuiti. Lo ha deciso oggi il Consiglio Regionale dell’Umbria, con un voto quasi unanime. Una decisione che segue quella di altre regioni che hanno fatto da apripista all’utilizzo terapeutico della cannabis: dalla Puglia alla Sicilia, dalle Marche alla Toscana.

Le norme sull’uso terapeutico della cannabis in Umbria sono contenute nel disegno di legge presentato dal consigliere regionale Damiano Stufara, dal titolo “Disposizioni per la somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi”. I farmaci cannabinoidi potranno essere prescritti per la prima erogazione esclusivamente da un medico specialista ai pazienti che necessitano di cure palliative e terapie del dolore. Una volta approvato il piano terapeutico, i pazienti potranno farsi prescrivere i farmaci cannabinoidi direttamente dal proprio medico di famiglia e ritirarli in ospedale o riceverli a domicilio.

A vigilare sull’erogazione e sugli effetti delle terapie a base di cannabis, ci sarà un comitato tecnico-scientifico che vedrà la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti: dalla Regione alle farmacie, dalle associazioni che difendono i diritti dei malati ai legali. Ogni due anni la Giunta regionale dovrà redigere una relazione sullo stato di attuazione della legge, per determinare la spesa complessiva a carico della Regione Umbria, il numero di pazienti che hanno ottenuto l’accesso alle cure palliative e risolvere eventuali criticità. Come ha sottolineato lo stesso Stufara nella sua relazione, l’obiettivo della legge è duplice:

Rendere accessibili i farmaci cannabinoidi e sviluppare la ricerca su queste sostanze, che alla luce di numerosi studi scientifici si dimostrano efficaci non solo nella terapia del dolore, ma anche nel ridurre e controllare importanti sintomi di altre patologie rilevanti dell’apparato articolare, di malattie croniche autoimmuni, di flogosi croniche di natura degenerativa, e altro.

Secondo il consigliere umbro legalizzare questi farmaci permetterà anche di monitorare direttamente e in via ufficiale gli effetti dei derivati della cannabis, vincendo la disinformazione creata in Italia dal proibizionismo.

9 aprile 2014
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