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Inquinamento, marzo tornato a livelli pre-pandemia

Inquinamento, marzo tornato a livelli pre-pandemia

Fonte immagine: Unsplash

L’inquinamento atmosferico è già tornato a livelli pre-pandemia. È quanto evidenziano le rilevazioni satellitari dell’ESA, l’European Space Agency, nel rendere disponibili le ultime immagini del Copernicus Sentinel-5P. In gran parte del globo le concentrazioni di smog e gas serra sono tornate a coprire i cieli, vanificando così i miglioramenti ottenuti durante i lockdown.

La situazione più preoccupante si registra in Cina, dove la cappa di smog sembra essere addirittura superiore a quella dei livelli pre-pandemia, ma anche su parte dell’Europa centrale e meridionale.

Inquinamento a livelli pre-pandemia

Grazie al satellite Copernicus, l’ESA ha potuto monitorare le concentrazioni di vari inquinanti in atmosfera, stabilendo quindi il livello di smog su gran parte del Pianeta. E purtroppo i dati di marzo 2021 sono tutt’altro che positivi.

In Cina sembrano ormai già essere stati cancellati tutti i benefici ambientali conseguenti ai lockdown per contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Il confronto tra il marzo 2019 e lo stesso mese del 2020 aveva infatti confermato una discesa del 35% del diossido di azoto, un fatto che aveva alimentato le speranze degli esperti impegnati a contrastare i cambiamenti climatici. Marzo 2021 ha però invertito questa rotta meno inquinante, con concentrazioni del tutto paragonabili – se non superiori – al febbraio 2019.

Ora, più di un anno più tardi e con la rimozione delle restrizioni, il livello medio di inquinanti in atmosfera è aumentato, è tornato di nuovo a crescere.

Anche in Europa si registra un processo simile, sebbene più contenuto rispetto alla Cina, e purtroppo la Pianura Padana è una delle aree più colpite. Nonostante l’Italia sia ancora coinvolta da restrizioni varie agli spostamenti, la ripresa di molte attività industriali e la riapertura del traffico stradale ha portato alla crescita dei livelli di smog:

Ci aspettavamo che i livelli di inquinamento risalissero con la rimozione delle restrizioni in varie parte del mondo. Ma le concentrazioni di diossido di azoto non dipendono solamente dalle attività umane. Le condizioni atmosferiche, come il vento e la copertura di nuvole, può influire su questi livelli. In ogni caso, gran parte della diminuzione registrata lo scorso anno dipende proprio dalle restrizioni.

Fonte: RTE

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