Il fegato ingrossato, o epatomegalia, consiste in un aumento delle dimensioni dell’intero organo: è una condizione comune a molte malattie, pertanto è una manifestazione che può essere considerata un sintomo.

In sé questa condizione non dà segnali evidenti e, a meno che l’aumento delle dimensioni dell’organo non sia davvero rapido e vistoso, potrebbe anche essere del tutto asintomatico.
Solo quando la condizione è davvero grave dà segnali come malessere generale e senso di pesantezza addominale, che si associa all’insorgenza di ittero, colorazione gialla della cute e degli occhi. In effetti, di solito è il medico nel corso di una comune visita ad accorgersi dell’ingrossamento dell’organo con la palpazione.

Cause del fegato ingrossato

L’epatomegalia è spesso un sintomo di una condizione patologica che non ha origine direttamente nel fegato:

  • mononucleosi, infezione da Epstein-Barr (EBV) virus;
  • emocromatosi, eccessivo accumulo di ferro nel fegato;
  • insufficienza cardiaca, che causa una riduzione del circolo sanguigno a livello epatico
  • malattie biliari e stasi biliare;
  • alcuni farmaci come paracetamolo, statine e qualche antibiotico.

In altri casi invece la causa nasce nell’organo stesso:

  • steatosi, accumulo di grasso nel fegato tipico degli alcolisti, degli obesi e dei diabetici di tipo II;
  • epatite, infezione virale accompagnata ad un ingrossamento dolente;
  • tumore epatico in una fase avanzata;
  • cirrosi, malattia degenerativa del fegato che rappresenta l’evoluzione di una epatite trascurata o dell’abitudine all’alcol

Rimedi contro il fegato ingrossato

In primo luogo è indispensabile intervenire sulla dieta e, anche in questo caso, vale una delle regole del modello mediterraneo: consumare ogni giorno almeno tre porzioni di frutta e due di verdura.

Quando la stagione lo consente è utile scegliere carciofi, radicchio rosso e variegato, bietola, cicoria, mele, mirtilli, pomodori, broccoli e legumi. Tutti vegetali sono ricchi di isitiocianati, zeaxantina, leuteina e isoflavoni che proteggono la salute delle cellule del fegato, gli epatociti.Il condimento da preferire è, come sempre, l’olio extravergine di oliva ricco di antiossidanti.

Altri accorgimenti per la dieta quotidiana sono: cuocere bene la pasta e il riso e preferire il pane comune non condito. In linea di massima, andrebbero invece evitati gli alimenti troppo grassi. Latte e latticini meglio se consumati nella versione scremata e andrebbe, invece, evitato il consumo di insaccati, crostacei, cibi confezionati troppo ricchi di sale, carni rosse, fritti, bevande alcoliche e gassate.

Altra fondamentale precauzione per evitare il peggioramento è ricordarsi di bere molto, almeno 8 bicchieri di acqua al giorno. Una alternativa è bere infusi di te verde o di frutti di bosco al naturale, ossia senza zucchero.

I benefici dello sport

Come sempre anche mantenere un buon livello di attività fisica aiuta l’organismo a mantenersi in salute e favorisce l’ossigenazione di organi e tessuti. Nel caso di un paziente che soffre di fegato ingrossato, prima di consigliare l’esercizio fisico è bene conoscere la causa della sofferenza epatica: chi soffre di epatite severa, per esempio, dovrebbe fare solo una attività di blanda intensità. Nel paziente affetto da cirrosi, poi, ci possono essere differenti approcci allo sport a seconda della gravità della patologia: ad alcuni pazienti potrebbe anche essere consentita l’attività agonistica, per altri invece solo una minima attività di tipo aerobico, come per esempio una lunga passeggiata.

22 ottobre 2014
I vostri commenti
grazia, lunedì 28 novembre 2016 alle22:07 ha scritto: rispondi »

Mio marito ha fatto un'ecografia ed è risultato il fegato grasso: epatopatia steatosica , ha 48 anni ed è lievemente sovrappeso, non fuma e beve solo occasionalmente un bicchiere di vino o birra. Anche i suoi valori del sangue sono oltre la norma: trigliceridi e IFCC. Vorrei sapere se può esserci una connessione con un farmaco che assume: la venlafaxina. grazie

Roberto, venerdì 28 ottobre 2016 alle10:48 ha scritto: rispondi »

Ringrazio i responsabili del sito per l'articolo e tutti voi per i post, il tutto mi è stato molto utile per confermare ció che sospettavo, cioé che il problema dell'ingrossamento del mio fegato potesse derivare anche e soprattutto da un antibiotico che uso da anni per curare la rosacea. Da 6 anni a questa parte, ho notato che dopo un periodo di cura, inizio ad avere dei dolori alla base destra della scatola toracica, e dopo la sospensione del trattamento noto da subito un rapido miglioramento, fino alla scomparsa dei sintomi. Ho fatto eco rx e quant'altro, non bevo, sono astemio, e non fumo, conduco una vita sana: dagli esami ho constatato che ho il fegato lievemente steatosico. Ora, dopo aver smesso di usare il farmaco, e facendo una dieta come consigliato nell'articolo, sto constatando con grande soddisfazione di non avere piú alcun sintomo sgradevole, ho ritrovato la normalitá. Con ció, non ho rinunciato a tenermi controllato, visto che tra circa 40 gg. rifaró un eco addome per i controlli del caso. Grazie e buona salute a tutti.

ROSARIO cHIARAVALLE, domenica 4 settembre 2016 alle15:54 ha scritto: rispondi »

Ho fatto un'ecografia all'addome dalla quale è risultato che ho il fegato ingrossato e grasso poi la prostata ingrossata. Preciso che non sono un'alcolista e ne fumo, faccio una vita regolare sono sempre in movimento gioco a calcetto quanto è possibile. Mai prese medicine per qualsiasi cosa, si qualche bicchiere di birra l'ho bevuta magari mangiando la pizza. Vorrei sapere se con una dieta appropriata riesco a portare nella normalità il fegato e la prostata, magari suggerito da un nutrizionista. Grazie

Francesca Antonucci, venerdì 13 maggio 2016 alle5:56 ha scritto: rispondi »

Ciao Alfio, rivolgiti con fiducia al tuo medico, ti guiderà nell'approfondimento diagnostico più adatto a te.

Francesca Antonucci, venerdì 13 maggio 2016 alle5:52 ha scritto: rispondi »

Ciao Barbara, un bicchiere di vino a pasto è un piacere a cui salvo diverso consiglio del medico di può senz'altro cedere. Consumi maggiori magari quotidiani andrebbero comunque riportati al medico perché, oltre all'aumento dell'apporto calorico del pasto, l'organismo viene esposto all'eccessivo apporto di alcol. Il medico è senz'altro il giusto interlocutore per valutare lo stato di salute.

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