Gli esercizi di Kegel, sebbene siano conosciuti da decenni, hanno trovato negli ultimi tempi un nuovo slancio grazie a Internet e ai social network. Servono per risolvere una lunga serie di problematiche connesse alle pelvi, dalla contenzione urinaria al piacere sessuale, e sono riconosciuti anche a livello scientifico. A quali patologie rispondono e a quali tecniche sottendono?

Sviluppati a partire dagli anni ’40 dal ginecologo Arnold Kegel, gli esercizi di Kegel non sono altro che delle contrazioni volontarie del pavimento pelvico, utile per ridurre i problemi legati all’incontinenza, all’eiaculazione precoce e altre patologie legate sia al sistema urinario che alle funzioni sessuali di uomo e donna. Di seguito, le proprietà e le tecniche più utilizzate.

Pelvi ed esercizi di Kegel

Coppia dal medico

Doctor in front of a couple via Shutterstock

Il pavimento pelvico non è altro che l’insieme dei muscoli e dei legamenti che si trovano nella cavità dell’addome e delle pelvi, la cui funzione è sostenere e regolare sia i genitali che l’apparato urinario, dalla vescica alla parte terminale dell’uretra. In questo gruppo, di particolare importanza è il muscolo pubococcigeo, che regola l’emissione dell’urina e le contrazioni dovute alla stimolazione sessuale e all’orgasmo. Per diversi motivi – dal parto all’aumento di peso, passando per l’età o i traumi fisici – questo insieme può diventare meno saldo, tanto che nei casi più gravi si parla di vero e proprio prolasso. Alterata la capacità di contrazione dei muscoli, ci si può imbattere in molteplici disturbi: ad esempio, qualora la muscolatura fosse troppo flaccida, si verrà a modificare la ritenzione dell’urina con la conseguenze incontinenza. Allo stesso modo, a esserne coinvolto è il piacere sessuale, con la difficoltà nelle donne di raggiungere l’orgasmo oppure la disfunzione erettile, la prostatite e l’eiaculazione precoce negli uomini.

Kegel intuì come il rafforzamento di questi muscoli potesse risolvere, o quantomeno limitare, queste problematiche: elaborò così una serie di esercizi, di semplice esecuzione e tutt’altro che imbarazzanti, per riportare il giusto tono a questo complesso. Sebbene non sia completamente volontaria, questa muscolatura è raramente allenata, poiché le funzioni a cui sottende sono immediate e automatiche. Le tecniche di Kegel, invece, introducono una specifica e utile volontarietà nell’azione.

Esercizi di Kegel: tecnica base

La tecnica base per ottenere risultati visibili – sempre su consiglio del medico curante, del ginecologo, dell’urologo o dell’andrologo, poiché potrebbero sussistere delle controindicazioni che variano da un paziente all’altro – prevede l’intero svuotamento della vescica. Questo perché, in caso contrario, gli esercizi potrebbero addirittura sortire gli effetti opposti rispetto a quelli sperati.

Il primo passo è quello di individuare correttamente il muscolo pubococcigeo. Per farlo, basta immaginare di urinare e di interrompere improvvisamente il flusso: la contrazione naturale che si proverà indica appunto il muscolo su cui si andrà a lavorare Negli uomini, per l’identificazione può essere utile poggiare le dita nell’area tra i testicoli e l’ano mente si compie l’operazione.

A questo punto, si contraggono i muscoli individuati per 5-10 secondi, proprio come se si volesse trattenere l’urina, quindi li si rilascia per altri 5-10 secondi. Ogni sessione d’esercizio prevede 10 ripetizioni, distribuite per circa tre esercitazioni durante la giornata. Gli esercizi possono essere eseguiti in qualsiasi posizione – sdraiati, in piedi o seduti – e senza particolari precauzioni, se non il preliminare svuotamento della vescica. Non bisogna esagerare, però, per non affaticare l’area e quindi imbattersi esattamente in quei problemi da cui si cerca di rifuggire.

Consigli e controindicazioni

Uomo dall'andrologo

Man In Consultation, Dialogue via Shutterstock

L’efficacia degli esercizi di Kegel trova conferma in campo medico, ma questo non vuol dire sia priva di controindicazioni, soprattutto dovuti alla sperimentazione casalinga. Per questo motivo è sempre necessario vagliare il parere di uno specialista, capace non solo di stabilire se gli esercizi siano indicati per la propria patologia, ma anche irrinunciabile nell’aiutare a identificare il muscolo pubococcigeo, spesso scambiato con altri come quelli addominali, delle cosce e via dicendo. In particolare:

  • Incontinenza: pur essendo effettivi nel rinforzare il pavimento pelvico e ridurre l’incontinenza, anche nei casi di prolasso femminile, è necessario prima comprendere da cosa derivi la problematica. Delle perdite potrebbero essere dovute anche a un’infezione batterica, che dovrà essere trattata con l’opportuna terapia antibiotica. Detto questo, l’errata contrazione o la ripetizione troppo frequente potrebbe portare a effetti opposti, ovvero l’aumento dell’incapacità di trattenere le urine;
  • Disfunzioni sessuali maschili: un’errata esecuzione degli esercizi, o la loro esagerazione nella speranza di ottenere dei super-risultati, può addirittura rendere l’erezione più complicata o facilitare l’eiaculazione per effetto di una contrazione esagerata. Si consideri, poi, come entrambi i disturbi potrebbero nascere da una moltitudine di fattori non direttamente collegati con le pelvi, da indagare con specifici esami e consulti.

In definitiva, prima di lasciarsi trasportare dall’onda miracolosa delle condivisioni sul social network, si battano le proprie ritrosie e si chieda il parere a un esperto. Soprattutto gli uomini poiché, mentre le donne sin dall’adolescenza sono abituate a frequentare regolarmente lo studio del ginecologo, sono più restii a prendere confidenza con lo specialista in urologia e andrologia. Il fai da te, infatti, non è indicato per il corretto superamento di quelle che possono essere delle vere e proprie patologie.

29 giugno 2014
I vostri commenti
donatella, domenica 24 luglio 2016 alle9:30 ha scritto: rispondi »

Vorrei chiedere se gli esercizi di Kegel mi potrebbere essere utili per ridurre il problema della pipì soprattutto la mattina che non riesco a trattenerla. Mi succede questo da fine 2012 da quando ho avuto una seconda emorragia cerebrale, attualmente cammino con un bastone quadripode e proprio lo scorso settembre facendo una risonanza magnetica per una piccola cisti all'ovaio destro la Dott.ssa del Consultorio dove effettuo i controlli annuali mi ha fatto chiedere al momento della risonanza di questo problema. Nella risonanza non risulta nulla alla vescica, così da quel momento due volte al giorno faccio questi esercizi e mi trovo molto bene. Al prossimo controllo che avrò a dicembre devo dire alla Dott.ssa che faccio questi esercizi o no poichè ho un po' di suggezione. Grazie, cordiali saluti Donatella

matteo, giovedì 27 agosto 2015 alle11:59 ha scritto: rispondi »

Buongiorno vorrei sapere se gli esercizi kegel ritardano l'impulso eiaculatorio e se si per quale motivo grazie .

Silvia, lunedì 10 agosto 2015 alle18:13 ha scritto: rispondi »

Salve Vorrei sapere se gli esercizi di Kegel sia non utili anche nel mio caso. Assenza di piacere e conseguenza di non arrivare all'orgasmo. Utili magari nel rinforzare e tonificare i muscoli pelvici per poter migliorare la mia situazione. Grazie

Giuseppe, domenica 21 giugno 2015 alle13:29 ha scritto: rispondi »

Salve, vorrei sapere se gli esercizi di Kegel possano essere utili in caso di Ipertrofia Prostatica Benigna, per migliorare la nicturia. Nel ringraziare per l'attenzione porgo distinti saluti. Giuseppe

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