La nomina di Chicco Testa alla carica di presidente di AssoElettrica, associazione che riunisce i produttori termoelettrici, le raffinerie e alcune società attive nelle rinnovabili (ma quasi tutte facenti parte di gruppi più grandi attivi nel termoelettrico), era nell’aria da tempo. Ora è ufficiale, anche se non è stata ancora formalizzata: Testa verrà nominato ufficialmente il 5 luglio, in occasione della prossima assemblea ordinaria di AssoElettrica.

A Testa spetterà un compito estremamente delicato: convincere il Governo a stroncare gli incentivi alle rinnovabili, che stanno massacrando i profitti degli operatori del termoelettrico. Parte avvantaggiato, viste le notizie che girano sul Quinto Conto Energia e sul nuovo decreto rinnovabili. Testa, poi, in qualità di AD di banca Rothschild saprà come rassicurare gli istituti bancari che hanno prestato decine di miliardi di euro alle aziende elettriche negli anni scorsi per rinnovare il proprio parco centrali e convertirlo a gas naturale. La sola ENEL, ad esempio, a fine 2011 doveva 9,9 miliardi di euro agli istituti di credito.

Ora che le centrali a gas funzionano a regime ridotto a causa del boom del fotovoltaico (che, tra l’altro, produce soprattutto nelle ore in cui l’energia costa di più togliendo la fetta più grossa dei profitti al termoelettrico), le banche hanno qualche mal di pancia e vanno rassicurate. I soldi devono tornare.

Testa, a favore, ha il fatto di essere stato presidente del CdA di ENEL dal 1996 al 2002 (cioè il periodo delle privatizzazioni, durante il quale ENEL è diventata da totalmente pubblica a semi privata). A sfavore, invece, ha la pessima figura fatta durante la campagna referendaria sul nucleare, al termine della quale gli italiani hanno detto addio all’atomo. Chicco Testa era il rappresentante della lobby nucleare e ha fatto spendere ai suoi rappresentati sei milioni di euro per uno spot in TV ritenuto ingannevole dall’Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria. Tanto che poi lo spot è stato cambiato.

Ultima rogna per Testa, ma non meno importante, sarà la fuga di associati: il 22 febbraio scorso Sorgenia, GDF Suez, Tirreno Power, EGL e RePower sono usciti da AssoElettrica e si sono associati in Energia Concorrente.

Se un banchiere alla guida di AssoElettrica sarà considerata una garanzia di impegno contro le rinnovabili sufficiente, è possibile che la scissione venga sanata. Di sicuro c’è che quel banchiere ha il compito istituzionale di far pressione su un altro banchiere, Corrado Passera, che sta mettendo mano agli incentivi al fotovoltaico e alle altre rinnovabili elettriche proprio in questi giorni.

13 giugno 2012
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AGI
I vostri commenti
toni, venerdì 15 giugno 2012 alle18:04 ha scritto: rispondi »

..ecco la ricompensa al paladino del nucleare! Incredibile..ma questa è l'italia delle lobbies

Luigi, mercoledì 13 giugno 2012 alle12:12 ha scritto: rispondi »

C'è un forte "odore" di casta

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